Buddhismo, filosofia di libertà

28 Settembre 2007
"I monaci che lottano contro il regime birmano professano una religione che non ha tra i suoi cardini la pretesa di convertire gli altri uomini. Sono uomini liberi che lottano per la libertà e per i quali la libertà degli altri è sacra".
Era il testo con qui abbiamo chiesto ai nostri utenti di mandarci foto e riflessioni aventi come oggetto il buddhismo. Pubblichiamo qui di seguito i testi checi avete inviato, in fondo alla pagina la galleria fotografica.

Patrizia
Buddhismo, filosofia di libertà. Non poteva essere scelto un titolo migliore. Lascerò a studiosi o meglio ancora a Lama o praticanti esperti disquisire in termini filosofici del prezioso , complesso e insieme chiaro insegnamento del Buddha Shakyamuni. Mi è stato comunicato che l’erudizione non ha a che fare con questo pensiero, perfetto per chi abbia l’entusiasmo di incontrarlo, analizzarlo certo, ma in primis di metterlo in pratica, di farne esperienza. Dunque per quanto minuscola ,racconterò qualcosa della mia, come donna occidentale di 48 anni, che ha incontrato il B. una decina di anni fa ed è praticante da 6 anni nella tradizione tibetana. Esistono varie scuole e tradizioni, ma la base degli insegnamenti è la stessa.La libertà mi è sempre stata a cuore, l’ho cercata e rincorsa direi fin da bambina e qualche volta l’ho assaporata . A 42anni, con l’incontro diretto avvenuto con la persona e gli insegnamenti di S.S. il IVX °Dalai Lama, i cui libri ogni sera leggevo da tempo,ho preso rifugio, atto formale di adesione, che di formale non ha avuto nulla. Non sul momento, perché è stata un’esperienza emozionale, sentimentale, mentale e spirituale, né dopo, almeno che non si voglia intendere il termine formale come prendere forma. Ciò che ha preso una forma inscindibile dalla sostanza, un’iniziale nuova forma è stata la mia mente.Un senso di libertà inesprimibile si è fatto strada dentro di me, a poco a poco, attraverso lo studio dei testi-chi frequenta un centro buddhista, per lo meno tibetano, studia e riceve insegnamenti e la pratica, che si consiglia quotidiana, della meditazione e delle pratiche volte riconoscere e sviluppare in noi il seme della Buddhità. Libertà perché ti accorgi che le responsabilità di ciò che ti accade o meglio di come vivi, come reagisci e quindi definisci, contribuendo a creare, sono tue. Non è certo tua la responsabilità dello scoppio di una guerra, ma è tua la scelta di come porti di fronte ad essa. La scelta che la maestra delle elementari aveva chiarito esser stata quella dei partigiani e non della maggioranza silenziosa. C’è differenza da quella di monaci birmani? Nel metodo sì, perché essi scelgono la protesta pacifista, ma nell’assunto è la stessa e il giudizio affrettato non è richiesto, perché ogni situazione è determinata da complesse concause. Certo preservare la vita in ogni modo, non privarne nessun essere è un ideale altissimo. E trasgressivo, dal momento che le logiche di potere e di guadagno sembrano avere oggi come ieri il sopravvento. La causa del male però, non è da ricercarsi nell’altro. Non attribuire la causa di un’infanzia infelice, di un matrimonio finito, di un lavoro incompiuto, per fare esempi che possono toccare chiunque, ad altri, accettare di avere la responsabilità da questo stesso attimo di cambiare se la sofferenza ci attanaglia, senza aspettare che siano gli altri a capire, a cambiare, a migliorare, mettere in pratica questo genera una gioia inesprimibile, fa gustare la libertà ed iniziare a rispettare quella degli altri .Ci rende attivi e partecipi, perché comprendendo ,facendo esperienza del fatto che ogni altra vita non ci ostacola se non i limiti del nostro egocentrismo e della nostra cecità nella comprensione, può darci molto o quantomeno, non ci reca danno ,noi stessi non desideriamo, non concepiamo più di così recare danno ad altri ‟inconsapevolmente”.Il Buddismo è davvero , a mio parere, maestro di Libertà.Concludo con una delle molteplici riflessioni di una Lama statunitense, Pema Chodron( con le dieresi sulle due o ) a proposito del ‟Prendere Rifugio”, primo passo di adesione al Buddismo, che:” significa comprendere che il modo giusto di vivere consiste nel tagliare i legami, tagliare il cordone ombelicale e intraprendere da soli il cammino dell’essere pienamente uomini , senza bisogno dell’approvazione degli altri.(…) è la via che intraprendiamo coltivando l’apertura e la generosità , che ci portano a essere sempre meno dipendenti .”

Alessandro
Ho cominciato a percorrere la strada del buddismo 5 anni fa, partendo dallo Zen per poi giungere a ritroso fino in india e Tibet, qualche accenno all'induismo, studiando alcuni classici del canone pali ed oltre. Ma non voglio considerarmi buddista, perchè andrei contro ciò che il buddismo insegna (la libertà) e ciò che SS il Dalai Lama ricorda: stare in guardia dal cambiare religione se ad essa non si appartiene come tradizione. Allora cosè il buddismo? un modo stupendo di interpretare la vita, di appartenere al mondo e ad ogni momento che si vive, rispettando il "Qui e Adesso". Il buddismo allora diventa la tuà vita e scompare come "religione (che non è); capirai allora che tra l'essere un buon cristiano e un buon buddista non esiste differenza...

Nancy
Sono Nancy, buddista da 3 anni, e con in mente un viaggio prorpio in Birmania per il prossimo inverno, per toccare, annusare davvero quale sia lo spirito dei monaci, l'a'tmosfera dei monasteri. Ci andrò? Da buona buddista dico di si, ma vi confesso che il timore esiste, di ritrovarmi "in pericolo", eppure se così fosse, farebbe parte del mio karma, e il karma si può modificare e cambiare.
Non ci sono molte informazioni sulla questione Birmania, qualcuno deve pur andare li per testimoniare quello che è successo. Lasciamo il compito ai giornalisti? forse, eppure dentro ognuno di noi, buddista o meno, ci sarà un angolo di energia che pulsa e che prederebbe un aereo e andrebbe a dare il "proprio contributo".
Il buddismo è una filosofia di libertà, ma i regimi non permetteono nessuna dlibertà, di qualunque tipo.
Il mio buddismo è quello del filone di Nichieren Daishonin, monaco giapponese del 1200 che ha rivisto il sutra del Loto e ha capito la sua verità trasmettendola agli altri, ovvero il fatto che oguno di noi è un budda, e non ci sono gerarchie, il buddismo è una fede non elitaria, ma l'approcio può essere fatto da chiunque (visitate il sito delle Soka Gakkai, se vi interessa saperene di più, perchè io non sono così brava a spiegarlo)
Questa pratica ti insegna che la vera rivoluzione dell'umanità inizierà quando ci sarà una rivoluzione di ogni singolo individuo, e ti insegna che tutto si può trasformare, ma si deve cominciare per forza dalle piccole cose che gravitano intorno a noi, e non fare del buonismo generalizzato, pertanto non odiare il fidanzato che ci ha mollate da un momento all'altro, e nn inveire contro il capo che proprio non ce lo dà quell'aumento, e non pensare di non poter spostare un tavolo perchè quel tavolo sia troppo pesante, perchè forse siamo noi che siamo troppo deboli per farlo.
Questo è il sogno di kosen rufu, pace nel mondo, quando cambi tu, cambi l'ambiete, e se l'ambiente percepisce il tuo cambiamento, cambierà di conseguenza, e qs cosa si propagherà in tutto il mondo e molto oltre.
A me piace pensare che non sarà un sogno, perchè nella fede nn ci sono Forse e Se.
A me piace pensare che anche il regime totalitario birmano dentro di sè attuerà qs rivoluzione, e lascerà che i monaci preghino nei loro monasteri senza paura di essere perseguitati.
A me piace pensare che in qualche parte del mondo ci sarà un bambino che sentirà pace dentro di sè anche se è nato in un paese di guerra. A me piace pensare di non poter mai cadere nella retorica, anche se forse ora un pò l'ho fatto, e di potermi migliorare io ogni giorno innanzitutto, di riuscire a fare uno sforzo per kosen rufu, per la Birmania, e per le mille e più guerre che si combattono nel piccolo e nel grande mondo.
Forse quello che ho scritto non ha molto senso, ma non lo voglio rileggere, non è da me perchè io rileggo tutto e cerco di trovare sempre una forma migliore, ma voglio davvero trasmettervi quello che sento su questa questione, senza filtri.

Fabrizio
Sarò breve! Da un paio di anni frequento un Dharma ling (letteralmente luogo del Dharma, cioè la dottrina) dove danno gli strumenti per la meditazione. Il tipo di meditazione si chiama ‟shinè lakthong”
Sinteticamente vi dico che significa:
La pratica seduta si basa su di una postura del corpo armoniosa e distesa, sulla piena presenza sensoriale, sull’attenzione posta al respiro: lasciar decantare l’agitazione abituale e scoprire naturalmente l’intelligenza fondamentale. In questo modo, restando tranquilli, in semplicità, lasciando riposare la mente in se stessa e lasciando essere le cose così come sono (Shinè), viene riscoperta la lucidità naturale della mente, se ne intravede la natura profonda e si percepisce la realtà così com’è senza distorsioni (Lakthong). (dal sito: http://www.buddhismo-napoli.it)

Buddhismo, filosofia di libertà