Michele Serra: L'amaca di martedì 16 ottobre 2007
26 Ottobre 2007
Le primarie sono state ‟una truffa, una farsa, un imbroglio, una cosa da ridere”. "Il giornale" l’ha presa bene. Diciamo: con stile, forse con quell’eccesso di understatement che è tipico del nostro giornalismo di destra. Quello scrivere in punta di penna, quell’anteporre sempre il dubbio al rischio della forzatura ideologica, che da Feltri in poi, passando per Belpietro e arrivando al giovine Giordano, fa del quotidiano di Berlusconi un caposaldo del ragionare moderato. Per altro, essere alle dipendenze di un uomo che tre milioni di elettori potrebbe anche assumerli, e un partito se lo è fatto fare su misura dal suo management aziendale, è qualcosa che pone molto ma molto al di sopra della volgare competizione politica. Dev’essere per questo che il "Giornale", per non sembrare prevenuto o arrogante, ha voluto tenere, nei confronti di una vicenda plebea come le elezioni di massa, un atteggiamento di contenuta, garbata critica. D’accordo, tre milioni di elettori italiani sono trattati da imbecilli che abboccano all’amo, e gli scrutatori da truffatori organizzati. Ma, per esempio, non c’era scritto (neanche nelle pagine interne) «Veltroni schifoso», e nemmeno «Democratici di merda». E questo è stato notato, e interpretato come un ulteriore segno di fair-play.