Michele Serra: L'amaca di mercoledì 10 ottobre 2007

26 Ottobre 2007
I continui riferimenti agli anni di Tangentopoli sembrano (come tutto il resto) un po’ esagerati. E’ come rievocare la ghigliottina in occasione di un torcicollo. Quando Mastella annuncia "non mi lascerò processare in piazza" ci prende alla sprovvista, perché riesce difficile immaginare uno come lui processato in piazza. Al massimo può essere querelato in un vicolo. La generazione dei padri fu più sobria. Andreotti, lui sì processato per davvero (e con l’accusa di avere baciato i mafiosi a Palermo, non i piloti a Monza) non alzò un sopracciglio. Craxi, condannato e detronizzato, da quell’omone che era si limitò a ribadire che aveva ragione lui e salutò la compagnia abbottonandosi la giacca. Berlinguer preferì morire sul palco piuttosto che dire "mi sento male" in pubblico. Che starà mai succedendo, a Clemente Mastella e ai suoi partners, di così sconvolgente da giustificare questo clima da ultima spiaggia, da "muoia Sansone"? Che abbia ragione chi sostiene che noi cinquanta-sessantenni siamo la generazione più narcisa, più preoccupata di sé, meno umile degli ultimi secoli? Il sospetto è che Mastella, in assenza di tragedie vere, quelle che ti consegnano alla storia, se ne stia prefabbricando una fai-da-te. Se gli recapitano una multa per divieto di sosta, quello beve la cicuta.
Michele Serra: L'amaca di mercoledì 10 ottobre 2007