Michele Serra: L'amaca di sabato 20 ottobre 2007

26 Ottobre 2007
La ricorrente voce di un’eventuale "campagna acquisti" di Berlusconi tra i senatori di maggioranza è oramai una tra le tante. Fa parte del bouquet di dicerie politiche ordinarie, è argomento di conversazione brillante o esercizio di acume giornalistico. Siamo diventati un Paese così, evidentemente. Un Paese che non è minimamente in grado di distinguere tra le fesserie e i crimini, tra l’ordinaria lotta politica e la straordinaria corruzione. L’accusa è gravissima. Ha ovvia rilevanza penale, ma dal punto di vista della morale civica è semplicemente terrificante: un leader che dovesse comperarsi il voto di avversari politici sarebbe un gangster. Non si capisce come Berlusconi possa sopportarla, e perché non diffidi energicamente i media di ogni ordine e grado da questo nero pettegolezzo. Né si capisce come questo infame sospetto possa sopravvivere, e circolare, a livello di "voce", di chiacchiera romana, con il risultato di abituarci piano piano a convivere con le peggiori illazioni (o le peggiori calunnie) come se fosse normale. Ma la normalità non assomiglia neanche un poco a questo cinismo rassegnato. La normalità non puzza.
Michele Serra: L'amaca di sabato 20 ottobre 2007