C'è sempre bisogno di ripassare la storia. Ad esempio, nel Veneto, c'è un sacco di gente, di preferenza leghista, che non sa proprio niente della storia dell'Islam e di qualunque altra religione al mondo, compresa quella cristiana, e che tuttavia blatera e predica come se sapesse di cosa sta parlando. E' in un contesto del genere - propizio a un buon uso dell'approfondimento storico - che la commissione cultura del consiglio regionale del Veneto ha pensato bene di finanziare (con 57.700 euro) una commissione di studio per verificare in quali condizioni sia maturata l'annessione del Veneto all'Italia nel 1866, il plebiscito che vide gli annessionisti trionfare con 647.789 si all'Italia contro soli 69 no.
Recentemente la Lega, con altre forze, ha riaperto la questione della legalità di quel voto, della mancata trasparenza nelle operazioni di scrutinio e dei brogli. Altro che Berlusconi, con le sue lamentazioni sulle ultime politiche. Qui c'è qualcuno che la memoria ce l'ha lunga, lunghissima. Che da 151 anni non dimentica e oggi vorrebbe far invalidare tutto il percorso unitario nazionale e, magari, chiedere i danni a Casa Savoia accusata di avere allora manovrato per influire sull'esito del plebiscito.
In realtà, la questione è solo in parte ridicolizzabile. L'istituzione di questa commissione è parte di una campagna di delegittimazione delle istituzioni. E' un sintomo della degenerazione del progetto leghista, incapace di realizzare in cinque anni di governo della destra una credibile riforma dello Stato e, al contrario, costretto oggi a subire le micro secessioni tentate da tanti comuni (o province) che chiedono di andarsene dal Veneto, verso il Trentino o il Friuli. Un atto d'accusa contro la destra e la Lega che da 15 anni governano la Regione. Chi di secessione colpisce di secessione perisce. Lo saprebbero, se avessero studiato la storia invece di ridurla a barzelletta.
Gianfranco Bettin

Gianfranco Bettin

Gianfranco Bettin è autore di diversi romanzi e saggi. Con Feltrinelli ha pubblicato, tra gli altri, Sarajevo, Maybe (1994), L’erede. Pietro Maso, una storia dal vero (1992; 2007), Nemmeno il destino (1997; 2004, da cui è stato tratto il film omonimo di Daniele Gaglianone), Nebulosa del Boomerang (2004), Gorgo. In fondo alla paura (2009). Insieme a Maurizio Dianese, ha pubblicato per Feltrinelli l’inchiesta La strage. Piazza Fontana. Verità e memoria (1999), Petrolkiller (2002) e La strage degli innocenti. Perché Piazza Fontana è senza colpevoli (2019). Con Marco Paolini ha scritto lo spettacolo teatrale Le avventure di Numero Primo e il romanzo omonimo (2017). Con Andrea Segre ha scritto il docufilm Il pianeta in mare (2019), in selezione ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia 2019. Il suo ultimo romanzo è Cracking (2019).

 

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