Che fare di 3 mila musulmani che pregano sui marciapiedi di viale Jenner? Milano è impegnata allo stremo per risolvere la questione. Amministratori, urbanisti, intellettuali, servizi segreti, vigili urbani, esperti di postura e consiglieri militari sono riuniti giorno e notte per discutere le possibili soluzioni. Queste le principali proposte.

Dissuasori
Proposta della Lega Nord. Sui marciapiedi vengono disposti i dissuasori metallici, irti di chiodi, già usati con successo contro i piccioni. L'esperto di dialogo interreligioso del Comune di Milano ha assicurato che la misura è inutile contro gli induisti, che meditano molto volentieri seduti sui chiodi, ma molto efficace con i musulmani, che preferiscono non inginocchiarsi su superfici acuminate.

Dissuasione morale
Proposta di Cielle. Alcuni volontari cercano di convertire i musulmani in preghiera, chinandosi al loro fianco e mormorandogli nelle orecchie frasi celebri di don Giussani, tradotte in arabo. La traduzione può anche essere approssimativa, perché il pensiero di don Giussani ha il vantaggio di essere incomprensibile anche nella versione originale.

Ceppi
Il comandante dei vigili urbani propone di applicare ai musulmani che pregano in divieto di sosta i ceppi blocca-ruota già usati con successo con le automobili in terza fila. Un carro attrezzi provvederà a rimuovere il musulmano bloccato e portarlo nei depositi comunali, dove i parenti potranno ritirarlo in orari d'ufficio.

Tappeti urticanti
Fare omaggio ai musulmani di Milano di un tappeto in fibra di ortica. È la proposta di un dissidente leghista, grossista di fibra d'ortica.

Chiese truccate
Si prende una delle tante Chiese cattoliche disertate dai fedeli e la si trucca da moschea con un kit (arabeschi autoadesivi, cupola a cipolla di plastica gonfiabile, minareto di cartone riciclato). I musulmani crederanno così di avere pregato in una moschea, non rendendosi conto di avere versato l'obolo al prete della locale parrocchia, travestito da imam.

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