Nasce I Grammatici, una nuova collana Feltrinelli Gramma.

15 Settembre 2025

“L'incomprensione del presente cresce fatalmente dall'ignoranza del passato” ha scritto Marc Bloch. Un’affermazione che dovrebbe costituire il motto di ogni progetto editoriale che si rispetti.

Riproporre opere del passato non è infatti una mera operazione di mercato, serve a capire il presente, a delineare, cioè, una archeologia del nostro tempo capace di tracciare una via, un sentiero per orientarci nell’apparente incomprensione della contemporaneità.

I Grammatici, la nuova collana di Gramma, nasce esattamente con questa intenzione: pubblicare opere che, nel vasto ambito della letteratura, siano capaci di illuminare un aspetto fondamentale ancora nascosto del nostro presente oppure, all’opposto, l’origine lontana di ciò che è sotto gli occhi di tutti. Riscoprire, insomma, per scoprire ciò che ci accade, che ci riguarda oggi.  Un’intenzione che emerge con chiarezza nei primi cinque titoli in programma nel corso di questo anno, a partire dal mese di settembre.

Si comincia con la nuova traduzione di Riccardo Fedriga di Vipera in pugno, il romanzo di Hervé Bazin divenuto, a partire dalla sua prima pubblicazione nel 1948, un classico della ribellione adolescenziale all’educazione autoritaria.

Si prosegue con Il destino di Mary Rose di Caroline Blackwood, apparso per la prima volta nel 1981 e proposto per la prima volta in Italia nella traduzione di Isabella Zani. Donna di grande fascino, sposata tre volte (rispettivamente con Lucien Freud, Israel Citkowitz e Robert Lowell), considerata dalla critica all’altezza di scrittrici quali Shirley Jackson e Patricia Highsmith, Caroline Blackwood offre con Il destino di Mary Rose un formidabile romanzo sulle ossessioni e le angosce della maternità.

Tra ottobre e novembre 2025 appariranno L’opera umana di Paul Valéry, una raccolta a cura di Maria Teresa Giaveri e Paola Cattani tratta dal Corso di poetica 1937 – 1945 in cui il grande poeta e letterato francese traccia i confini dell’opera umana rispetto a quella artificiale e naturale; Io, futurista di Roman Jacobson, un libro di memorie di uno degli iniziatori del formalismo e dello strutturalismo curato da Bengt Jangfeldt e tradotto da Serena Prina, un libro in cui si narra degli eventi artistici, politici e letterari che si svilupparono attorno alla Rivoluzione d’Ottobre, senza i quali è impossibile comprendere ciò che accade oggi in Russia e nell’Europa orientale; e, infine, Le vergini funeste, un mirabolante scritto di un grande autore dimenticato, Giancarlo Marmori, sul femminino fin-de-siècle nell’opera di letterati e artisti quali D’Annunzio, Dante Gabriel Rossetti, Beardsley e altri. Un sorprendente viaggio nell’immaginazione maschile della donna, nelle sue fobie e idiosincrasie, che mostra tutta la sua sorprendente attualità.

Vipera in pugno di Hervé Bazin

Nel 1913, Jacques Rezeau, rampollo di un’antica famiglia borghese, sposa Paule Pluvignec, ricchissima nipote di un banchiere, figlia di un senatore, educata in un collegio di Vannes e in possesso di una dote di ben trecentomila franchi. Da quell’unione, necessaria a tamponare la povert&…