“Il falsario di stato”. Il libro SEM che ha ispirato il film Netflix
Dal 23 gennaio possiamo vedere su Netflix Il Falsario, il film prodotto da Cattleya, parte di ITV Studios, diretto da Stefano Lodovichi e scritto da Sandro Petraglia, con un cast d’eccezione che include Pietro Castellitto, Giulia Michelini, Andrea Arcangeli, Pierluigi Gigante, Aurora Giovinazzo con Edoardo Pesce e con Claudio Santamaria.
Il film è liberamente tratto dal romanzo di Nicola Biondo e Massimo Veneziani, scritto nel 2008 e oggi ripubblicato da SEM Libri. Si tratta della storia di Antonio Chichiarelli detto Tony: l’Arci-illusionista, il gran maestro della contraffazione, il Signore delle truffe. Falsario di quadri d’autore e trafficante d’arte, amico di tutti e di nessuno, ha simpatie per l’estrema sinistra, ma agli aperitivi frequenta militanti dell’estrema destra. I suoi compagni di strada sono gangster e uomini dei servizi. In carcere conosce Danilo Abbruciati, uno dei fondatori della Banda della Magliana. Entra di prepotenza nella storia del più celebre delitto politico della Repubblica.
Durante i cinquantacinque giorni del sequestro Moro, redige il comunicato numero 7 delle Brigate Rosse, quello che annuncia l’avvenuta esecuzione dell’ostaggio, il cui corpo dovrebbe trovarsi nelle acque del lago della Duchessa. Ovviamente è un falso.
È suo un altro primato: la “rapina del secolo”, il colpo alla sede romana della Brink’s Securmark che frutta un bottino da trentacinque miliardi di lire. Chichiarelli viaggia a velocità massima nelle fogne dei palazzi del potere, finché la sua corsa non finisce una notte di settembre del 1984, quando viene crivellato di proiettili. Tony ha suonato da virtuoso nell’orchestra maligna dei grandi misteri. Ai posteri ha consegnato spartiti che sono detonatori.
Nicola Biondo e Massimo Veneziani lavorano con rigore sulle fonti e scrivono col respiro di un romanzo di James Ellroy la vera storia del Falsario di Stato, aggiungendo il tassello mancante all’epica nera d’Italia.

