Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Scritti nell’arco di trentadue anni, a mano, su grossi fogli a quadretti e con una calligrafia nervosa e indurita dal tempo, i tre volumi che compongono i Giochi dell’eternità sono la resa dei conti di Antonio Moresco con la sua visione della letteratura. Gli increati, terza parte di questa impresa, è un romanzo che intercetta sotterraneamente le pulsioni del nostro humus narrativo, facendo coagulare in un’unica massa densa e vorticosa tutto quel miscuglio di religione, scienza, poesia, politica e filosofia che ha prodotto la realtà che conosciamo. Il risultato è un’opera di sfondamento, che è valsa allo scrittore accostamenti a nomi del calibro di Joyce, Kafka e Dante. Attraversando queste pagine, Moresco ci conduce nel regno inconcepibile dell’increazione, dove vita e morte si smarginano, in una ricerca ossessiva della parola, della voce, del nulla e del sé. Portando alle estreme conseguenze i rapporti tra i personaggi del Matto e del Gatto – architravi fondamentali dei Giochi dell’eternità –, l’autore lancia al lettore un guanto di sfida, lo chiama in causa, e in tal modo sostiene con coraggio un’idea di letteratura come elemento vivo e conturbante: una forza che, nel suo farsi e disfarsi, è ancora capace di generare mondi, sconfinare verso nuovi orizzonti.
“Sono nato il 30 ottobre 1947, all’imbrunire, brandello di carne rigettato con furia da un altro corpo, concepito nove mesi prima da un soldato reduce dalla più grande guerra mai combattuta su questo pianeta e da sei anni di campo di concentramento, e da una domestica non più giovane, sventrata al momento del parto dalla mia grossa testa infelice.”