Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Negli ultimi dieci anni l’ordine internazionale costruito dopo il 1945 si è progressivamente sgretolato. Le istituzioni nate per governare la cooperazione globale – a partire dalle Nazioni Unite – esistono ancora, ma sono sempre più svuotate di potere reale. Al loro posto si è affermata una logica diversa: quella dell’interesse nazionale inteso in senso competitivo, unilaterale, spesso aggressivo.
L’incertezza del quadro globale e la crescente vulnerabilità hanno spinto gli Stati verso calcoli nazionali di breve periodo, restringendo sempre più gli spazi della cooperazione internazionale.
Maurizio Massari, ambasciatore italiano e rappresentante permanente dell’Italia alle Nazioni Unite nel decennio in cui è iniziato il declino del sistema multilaterale, offre una lettura dall’interno di questa trasformazione. Non un’analisi astratta, ma il racconto ragionato di come e perché il mondo sia entrato in una fase di disordine strutturale.
Massari mostra come la crisi del multilateralismo non sia il frutto del suo fallimento, ma della sua progressiva demolizione da parte delle grandi potenze. Gli Stati Uniti si sono gradualmente allontanati dal sistema che avevano creato e garantito; la Cina ne ha sfruttato i vantaggi per affermarsi come grande potenza e oggi prova a rimodellarlo dall’interno; la Russia lo ha sfidato frontalmente con il ritorno della guerra di conquista; l’India e le potenze del Sud globale rivendicano un ruolo nuovo, più autonomo e multiallineato; l’Europa, incapace di parlare con una sola voce, resta intrappolata in una posizione di debolezza strategica e fatica a trasformarsi in un vero soggetto geopolitico.
Forte dell’esperienza maturata ai più alti livelli della diplomazia internazionale, Massari unisce analisi geopolitica, conoscenza della politica globale e osservazione diretta dei luoghi in cui il multilateralismo viene ogni giorno negoziato, tutelato o svuotato. I dieci anni che hanno sconvolto il mondo non è un esercizio di nostalgia per l’ordine perduto, né una difesa ingenua del passato. È una mappa per orientarsi nel disordine presente e per chiedersi se, in un mondo postliberale e multipolare, sia ancora possibile governare i conflitti prima che diventino irreversibili.
Il vecchio ordine globale è finito.
Il nuovo non è ancora nato.
Come si governa un mondo in cui ogni potenza pensa solo a sé stessa?