Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
“E dietro di lui, intorno a lui, e dappertutto sopra le tombe, i fuochi dei morti stavano bruciando, come candele.”
Un uomo si versa del tè, avvicina la tazza alle labbra e rabbrividisce: sulla superficie è comparso un volto umano. Allora getta via tutto e si prepara un’altra tazza, ma il ghigno torna ad apparire. Cosa succederebbe, si chiede, se decidesse comunque di bere? Se inghiottisse un’anima? Storie come questa, riunite e rielaborate da Lafcadio Hearn, sono la materia di cui si è nutrita la sua immaginazione durante la permanenza in quel paese di folklore e leggende che aveva scelto come una casa perduta e poi ritrovata. Mettendo insieme i racconti della tradizione giapponese – popolati da figure come la Yuki-onna, gli yōkai e le chimere che danno una dimensione ulteriore al mondo –, Hearn ci conduce attraverso le lande misteriose dell’aldilà, interrogandosi sugli strascichi che la morte lascia nella terra dei vivi, sui legami che spezza e ricuce. Tra queste pagine prendono vita uomini privi di lineamenti, città di formiche, schiere di spiriti che ascoltano ammaliati la voce di un cantore, e spettri che testimoniano un amore capace di superare i limiti di una sola esistenza. Una raccolta sospesa sulla soglia dell’oltretomba. Una lettura che mostra quanto le illusioni, in fondo, ci siano spesso più care della realtà che ci circonda.