Il taccuino di Sherlock Holmes

di Arthur Conan Doyle

“Quando hai eliminato tutto ciò che è impossibile, allora ciò che resta, per quanto improbabile, dev’essere la verità.”


È vero, Arthur Conan Doyle aveva promesso di farla finita con il suo acclamatissimo personaggio. Ma per nostra fortuna qualcosa lo ha riportato davanti al 221B di Baker Street. Sarà stata la fine della Prima guerra mondiale, sarà stata l’enorme richiesta da parte dei lettori, o forse l’arrivo degli anni Venti, con nuove tecnologie che permettono di architettare crimini sempre più ingegnosi: l’unica cosa certa è che Sherlock Holmes è tornato per un’ultima avventura che conduce il suo acume al limite della ragione. Le storie qui raccolte riportano in scena lo smalto, la sagacia e l’ironia a cui Doyle ci ha abituati, ma lasciano intravedere una maturazione nella prosa dell’autore che, forte della sua passione per lo spiritismo, si addentra nel territorio di Edgar Allan Poe per ammantare con una cortina oscura alcune vicende, come quelle dell’Inquilina velata, del Vampiro del Sussex o dell’Uomo che camminava a quattro zampe. Tanto poi ci pensa Holmes, in compagnia del suo fidato Watson, a ricondurre sotto la luce della ragione ogni indugio nel soprannaturale.

Un’indimenticabile serie di casi per accompagnare l’uscita di scena del detective più amato della letteratura.


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Arthur Conan Doyle

Sir Arthur Ignatius Conan Doyle (Edimburgo, 1859 - Crowborough, 1930) fu autore molto prolifico e contribuì a fondare o reinventare generi che spaziano dal giallo al soprannaturale, dalla fantascienza al romanzo …

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