Descrizione

Internet ci rende stupidi? Abituati alla velocità  con cui accediamo alle informazioni, viene meno in noi  la pazienza richiesta da un libro o da un articolo lungo  e complicato. Dopo una pagina o due ci innervosiamo, perdiamo il filo, avvertiamo l’esigenza di occuparci d’altro, di cambiare attività. La concentrazione nella lettura ci è divenuta estranea. Oggi l’umanità è totalmente connessa.  E quindi: che fare con la novità rappresentata dalla rete, e in generale dalla civiltà digitale? Accettarla o rifiutarla?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo compiere  un viaggio di duemila anni. Ermanno Bencivenga  ci accompagna lungo questo cammino nella storia  del pensiero occidentale: Platone è la nostra guida, Kant  la stella polare. Così scopriamo che la nostra identità  è stata messa in discussione da ogni rivoluzione tecnologica. Ciascun cambio di paradigma sconvolge l’universo delle nostre consuetudini e dei nostri desideri.
Ogni giudizio di valore è interno e intrinseco a una particolare fase del tempo, del mondo e della Storia. Allora, la questione va riformulata: internet non ci rende più stupidi o più intelligenti, ma cambia profondamente  la nostra postura nei confronti di noi stessi e del mondo.  E ogni cambio di paradigma è un’occasione preziosa  e insostituibile per chiederci chi siamo.

“La pena per chi non conosce (e non vuole conoscere) il senso filosofico delle sue scelte di vita è vivere quelle scelte da vittima invece che da protagonista.”
 
Da duemila anni la tecnologia, dalla scrittura alla stampa alla rete,  ci trasforma. Oggi ci troviamo al centro di un cambio di paradigma:  è il momento di chiederci come cambiano la nostra identità e la nostra  postura nel mondo.

Conosci l’autore

Ermanno Bencivenga

Ermanno Bencivenga è professore ordinario di Filosofia presso l’Università della California; logico di fama, ha dato importanti contributi alla filosofia del linguaggio, alla filosofia morale e alla storia della filosofia. In Oltre la tolleranza, Manifesto per un mondo senza lavoro e Parole che contano ha elaborato un’utopia politica. Per il grande pubblico ha scritto, fra l’altro, La filosofia in ottantadue favole e Il bene e il bello. Etica dell’immagine. È autore delle raccolte di racconti I delitti della logica, Case e Amori, di cinque raccolte di poesie (l’ultima è Le parole della notte) e delle tragedie Abramo, Annibale e Alessandro. Ha fondato e diretto per trent’anni (fino al 2011) la rivista internazionale di filosofia “Topoi”. Collabora al quotidiano “Il Sole 24 Ore”. Tra i suoi saggi più recenti, La scomparsa del pensiero. Perché non possiamo rinunciare a ragionare con la nostra testa (Feltrinelli, 2017) e La stupidità del male. Storie di uomini molto cattivi (Feltrinelli, 2019).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Aprile, 2020
Collana: 
Campi Del Sapere
Pagine: 
144
Prezzo: 
16,00€
ISBN: 
9788807105500
Genere: 
Saggistica