Descrizione

Una conversazione che è quasi un romanzo, un’autobiografia che sorge in un dialogo con un’interlocutrice sensibile e discreta. Quando Herta Müller parla di sé e delle esperienze che l’hanno formata, sono subito presenti le immagini, i motivi stessi della sua narrativa che il lettore non mancherà di cogliere. E questi accompagnano il racconto di un’infanzia in un villaggio del Banato rumeno, osservato dagli occhi di una bambina che crea per sé fantastici mondi paralleli, prima di approdare al mondo parallelo per eccellenza che è la scrittura. C’è poi la vita nella dittatura di Ceaus¸escu e nella soffocante ombra dei suoi servizi segreti, cui segue l’emigrazione a Berlino Ovest verso la fine degli anni ottanta.
Dall’infanzia solitaria nella campagna rumena al premio Nobel nel 2009, La mia patria era un seme di mela racconta la parabola di una vita vissuta nella letteratura e in un’inflessibile sincerità delle parole.

“In questo libro-intervista Herta Müller racconta in una maniera che inquieta e commuove. Grande letteratura.” Der Spiegel

 

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Recensioni d'autore

  • Bellissimo libro.

  • Le tracce e le trame di tutti i romanzi di Herta Müller; racconto che, però, va bene al di là della sua difficile vicenda personale per allargarsi a quelle della sua famiglia - il padre arruolato con i nazisti, la madre deportata in Russia - degli amici - lo scrittore Oskar Pastior, a sua volta finito in un lager sovietico - e del suo Paese ai tempi della dittatura di Ceausescu.

  • La Muller conferma di che stoffa è la sua letteratura, dove "le cose vere non vengono abolite, ma illustrate" in una lingua tanto poetica, vulnerabile, sanguinante nelle emozioni, quanto spietata, lucida gelida nella denuncia.

  • ... una parte iniziale di rara potenza emotiva. È lì che diventa chiaro quel che c'è di davvero incandescente nei libri di Herta Müller.

  • Una confessione a cuore aperto.

  • Come sopravvivere alle miserie della dittatura romena tra violenze della polizia, fame, follie sanguinarie del socialismo.

Conosci l’autore

Herta Müller

Herta Müller è nata nel 1953 nel villaggio di lingua tedesca di Nitzkydorf, nel Banato rumeno, regione al confine tra Serbia, Romania e Ungheria. Dopo gli studi di Letteratura all’Università di Timisoara, trova lavoro come traduttrice in un’azienda. In seguito al rifiuto di diventare un’informatrice della polizia segreta è però costretta a lasciarlo, e da allora sarà vessata dalle autorità rumene. Fa il suo esordio nel 1982 con la raccolta di racconti Bassure, uscita censurata in Romania. Nel 1987 è costretta a emigrare dopo aver pubblicamente criticato la dittatura e si trasferisce a Berlino, dove vive tuttora. Nel 2009 ha vinto il premio Nobel per la letteratura. In Italia sono stati pubblicati Bassure (Editori Riuniti, 1987; Feltrinelli, 2010), Il paese delle prugne verdi (Keller, 2008), Lo sguardo estraneo (Sellerio, 2009), In viaggio su una gamba sola (Marsilio, 1992, 2009) e Cristina e il suo doppio (Sellerio, 2010). Feltrinelli ha pubblicato anche L’altalena del respiro (2010), Oggi avrei preferito non incontrarmi (2011), La paura non può dormire (2012), L’uomo è un grande fagiano nel mondo (2014) e La mia patria era un seme di mela. Una conversazione con Angelika Klammer (2015).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Ottobre, 2015
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
208
Prezzo: 
16,00€
ISBN: 
9788807031700
Genere: 
Narrativa 
Traduttore: 
Margherita Carbonaro