Descrizione

Carlo Urbani non era un eroe né un missionario. Era un medico esperto di malattie tropicali che svolgeva la sua professione con generosa serietà e con passione scientifica. Il suo mestiere, esercitato con coerenza ed entusiasmo, lo ha portato inevitabilmente ad esporsi alla Sars mettendo in gioco la sua vita. La sua vicenda umana e professionale è per certi aspetti emblematica di molti, medici e non, impegnati nella lotta alla po-vertà ed innamorati del proprio lavoro che esercitano una professione che richiede coraggio e generosità. Nell’Africa sub-sahariana come nei paesi del delta del Mekong ci si trova alle prese con malattie da parassiti che colpiscono e uccidono decine di milioni di persone, ma che possono essere curate con pochi centesimi. L’assenza di strutture sanitarie adeguate, la povertà e l’indifferenza dei ricchi costituiscono la sfida quotidia-na per chi lavora per promuovere la salute nei paesi in cui la speranza di vita è minima. I colori, la vitalità della gente e l’impegno quotidiano fanno innamorare, a volte fino a morirne, coloro che raccolgono la sfida. Così è stato per Carlo Urbani, i cui scritti, lettere e riflessioni vengono qui compresi in una raccolta di straor-dinaria umanità e lucidità politica.

Premi e Riconoscimenti

  • 2004 - Premio Internazionale di Saggistica Salvatore Valitutti - Premio speciale della Provincia - Premio Internazionale di Saggistica Salvatore Valitutti - Premio speciale della Provincia

Conosci l’autore

Carlo Urbani

Carlo Urbani è stato il primo medico a diagnosticare la sindrome della Sars e a morirne il 29 marzo del 2003. La sua attività inizia come medico di base in Italia, quindi è specialista in malattie infettive in strutture ospe-daliere, ma la sua passione per le malattie dei più poveri lo porta a confrontarsi con la realtà sanitaria dei paesi in via di sviluppo. Propone con successo all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) un progetto sanitario in Mauritania e poi lavora con Medici senza frontiere (Msf) in Cambogia. Rientrato in Italia, di-venta il coordinatore italiano di Msf a nome di cui ritira nel 1999 il premio Nobel per la pace. Sceglie poi di lasciare l'attività ospedaliera in Italia, nonostante l'offerta di primariato, e di stabilirsi definitivamente in Vietnam dove è l'esperto di riferimento per il controllo delle endemie parassitarie nel Sud-est asiatico per l'Oms.

Scopri di più >>