Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
“Cosa avrei fatto io al loro posto? Ecco il dilemma. Nessun altro ha davvero senso quando avviamo una corrispondenza con una umanità lontana, tormentata, una vita straniera, quando entriamo in risonanza con un tempo in cui poche persone solitarie trovarono la forza di invocare la giustizia nel mezzo del suo scempio, di testimoniare la fede nella democrazia dentro e contro il trionfo della dittatura, nella verità contro la menzogna.”
Con questo dilemma a interrogare i momenti più alti e drammatici del Novecento europeo, Antonio Scurati racconta la straordinaria esistenza di donne e uomini che, resistendo ai fascismi, ai totalitarismi, alla violenza del potere in ogni sua forma, hanno difeso i valori della democrazia e, nel ribadirli, hanno via via affermato nuovi diritti – i diritti dei lavoratori, delle donne, degli omosessuali, dei malati, degli studenti, dell’ambiente. Da Sandro Pertini ad Anna Politkovskaja, da Franco Basaglia a Livia Bottardi e Manlio Milani, da Gisèle Halimi ad Alexander Langer, donne e uomini che hanno allargato gli orizzonti democratici fino a pagare in alcuni casi la propria tenace fedeltà con il carcere, l’esilio, la vita. Nelle loro conquiste – soprattutto in quelle imperfette o tradite – la democrazia torna a essere una lotta viva, quotidiana, e dopo esserci chiesti “Cosa avrei fatto io al loro posto?”, ecco che ci domandiamo: cosa posso fare io, oggi, al mio posto?
Autore di fama internazionale, Antonio Scurati ha fatto della materia storica una delle forme più letterarie del romanzo contemporaneo. In Storie di donne e uomini in lotta per la democrazia ci consegna un libro di pura epica civile, un grande, commosso affresco in cui la democrazia si fa esperienza incarnata, fragile e concreta, custodita da corpi esposti. I nostri.
La democrazia non è debole, è fragile. La sua straordinaria forza – forza di persuasione, di emancipazione, di progresso e di miglioramento della condizione umana – è inseparabile dalla sua fragilità.
La testimonianza di queste donne e uomini convoca quella di noi tutti.
Dopo esserci chiesti “cosa avrei fatto io al loro posto”, iniziamo, più umili ma più tenaci, a chiederci: cosa posso fare io al mio posto?