Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Una donna trova posto fra quei romanzi di assoluta singolarità che riescono a segnare chiaramente un cambio di passo dopo la loro pubblicazione. Perché Aleramo è stata la prima a portare la situazione delle donne al centro del discorso letterario e intellettuale nel nostro paese, dando alle stampe un testo che rielabora senza sconti la sua esperienza di vita in una società dominata dallo sguardo maschile. Accadeva nel 1906, centoventi anni fa.
Con prosa scabrosa e piena di coraggio, a metà strada tra autobiografia e costruzione narrativa di sé, l’autrice mette in scena una donna che tenta di fare i conti con lo stupro subito dall’uomo che diventerà suo marito, cercando nel suo ruolo di moglie e di madre la chiave di una qualche salvezza. Ma la rivoluzione di questo libro sta nel rendersi conto che quel destino così personale è in realtà il paradigma di un’intera struttura sociale, e che non è possibile salvarsi se non rivendicando una propria autonomia – la libertà.
Sarebbe però un errore leggere queste pagine solo come la presa di coscienza di una scrittrice visionaria. Che la si metta a tacere – come è accaduto – perché frutto di una penna femminile, o, all’opposto, che la si elogi proprio perché scritta da una donna, si commette la leggerezza di non considerare l’opera per quello che è: uno straordinario romanzo moderno, capace di sondare l’anima umana e i conflitti della società con la profondità tipica dei grandi capolavori della letteratura. Oggi, a centocinquant’anni dalla nascita di Sibilla Aleramo, questo classico del Novecento italiano torna in una nuova edizione curata da Daniela Brogi, e si proietta in avanti verso un futuro dove ogni persona possa vedere riconosciuta la propria identità.
“La donna ch’io ero stata fino a quella notte doveva morire.”
Quarant’anni prima che il diritto di voto venga esteso alle donne in Italia, Sibilla Aleramo spinge la questione femminile al centro della scena. Raccontata con lampi di assoluta modernità, questa testimonianza scarnificata della vita di una donna – e delle violenze che porta con sé – anticipa di più di un secolo i movimenti che scuotono ancora la nostra società. Uno dei grandi classici della letteratura italiana del Novecento.
Sibilla Aleramo (1876-1960) è stata una scrittrice e poetessa italiana. Il suo primo romanzo, Una donna, uscì nel 1906, seguito soltanto nel 1919 da Il passaggio. Della sua …