Piccoli brocchi crescono. Intervista a Jonathan Coe

Piccoli brocchi crescono. Intervista a Jonathan Coe

‟Il fatto e che la gente come Paul si riprende sempre. Guarda Michael Usborne. Dopo che ha fatto schiantare la societa che dirgeva e si è lanciato col paracadute arraffando un paio di milioni, tutti dicevano che era finito. e invece e tornato e dirige una maledetta azienda elettrica. Questa gente non è come il resto di noi. Sono invincibili, quelli lì”. Paul Trotter era il ragazzino più piccolo che a scuola tutti odiavano perché collsiderato di destra. Ora è un deputato e milita nel nel Labour di Tony Blair. È un bell'uomo sposato, ha due figlie, nessun senso dell’umorismo e un concetto della politica a dir poco utllltaristico. A favore di sé, ovviamente. Michael Usborne è un top manager di quelli specializzati in ‟liquidazioni”. Claire Newman è in vacanza con lui alle Cayman, e quando capisce che sta per silurare, dopo natale, naturalmente "solo" 146 impiegati, lo molla sull'isola. Paul e Michael appartengono alla nutrita truppa di personaggi di Circolo chiuso, l'ultimo romanzo di Jonathan Coe. I lettori più affezionati li riconosceranno subito, perché, questo libro e una fotografia a distanza di vent'anni del gruppo di giovani dibelle speranze che lo scrittore inglese aveva celebrato nel romanzo precedente, La banda dei brocchi.

”Non è terrorismo è povertà”. Intervista al premio Nobel Muhammed Yunus

”Non è terrorismo è povertà”. Intervista al premio Nobel Muhammed Yunus

Per ora c’è il nome del partito: ‟Nagorik shakty”, in bengali ‟potere ai cittadini”. Dice che si ispirerà ai valori del microcredito e che se deciderà di guidarlo in prima persona allora si candiderà alle presidenziali. Sul suo destino Muhammed Yunus è diplomatico: ‟Sto riflettendo”.

I magnifici quattro dell’arte digitale. Intervista a Paolo Rosa di Studio Azzurro

I magnifici quattro dell’arte digitale. Intervista a Paolo Rosa di Studio Azzurro

‟Il nostro metodo coniuga una parte più sperimentale con una più applicativa, senza dimenticare la componente formativa, visto il numero di giovani, anche stagisti, che collaborano con noi. Le nuove leve ci rivitalizzano, è da loro che abbiamo imparato a usare la rete, i nuovi software. Ecco, la principale differenza è che le botteghe di un tempo ruotavano attorno alla figura di un grande maestro. Per noi è più importante l’ambiente, l’atmosfera culturale da cui nascono lavori ed esperienze”.

"La Chiesa non dia ordini, serve il dialogo laici-cattolici". Intervista al cardinale Carlo Maria Martini

"La Chiesa non dia ordini, serve il dialogo laici-cattolici". Intervista al cardinale Carlo Maria Martini

"Credo che la chiesa debba farsi comprendere, innanzitutto ascoltando la gente, le sue sofferenze, le sue necessità, i problemi, lasciando che le parole rimbalzino nel cuore, lasciando che queste sofferenze della gente risuonino nelle nostre parole. In questo modo le nostre parole non sembreranno cadute dall´alto, o da una teoria, ma saranno prese per quel quello che la gente vive. E porteranno la luce del Vangelo, che non porta parole strane, incomprensibili, ma parla in modo che tutti possono intendere. Anche chi non pratica la religione, o chi ha un´altra religione".