Marina Forti e Paolo Hutter presentano La signora di Narmada

Marina Forti e Paolo Hutter presentano La signora di Narmada

Dai "rifugiati ambientali" alle lotte ecopacifiste di comunità rurali, in diverse aree del pianeta: un intero universo di movimenti per la difesa del territorio, dell’aria e dell’acqua emerge in modo vivo e inedito.
La registrazione è stata effettuata alla libreria Feltrinelli di P.zza Piemonte a Milano il 4 maggio 2004.

‟9 milioni di dollari”. Gino Strada racconta la liberazione dei tre ostaggi italiani

‟9 milioni di dollari”. Gino Strada racconta la liberazione dei tre ostaggi italiani

‟Prima di tutto voglio dire che anche se potrebbe sembrare strano che Emergency abbia deciso di provare a parlare con i rapitori, il nostro è stato un atteggiamento coerente con l'idea di mettere le vite umane davanti a qualunque valutazione politica. Tutto è partito con una intervista fatta da ‟Peacereporter” a un membro dell'opposizione irachena che dava una generica disponibilità a dialogare con esponenti pacifisti. Noi ci siamo messi a disposizione, anche se fin dai primi contatti ci è stato detto che contemporaneamente qualcuno stava lavorando a risolvere la questione con il pagamento di un riscatto. Abbiamo risposto che non erano fatti nostri. E per settimane siamo stati in Iraq, dicendo a tutti quelli che conosciamo da quando arrivammo nel `95: ‘Il nostro mestiere è dare una mano alle vittime della guerra. Vi chiediamo un atto di solidarietà: rilasciateli’”.

Gino Strada: Gli ostaggi? "Comprati per 9 milioni di dollari poi il finto blitz per liberarli"

Gino Strada: Gli ostaggi? "Comprati per 9 milioni di dollari poi il finto blitz per liberarli"

Gino Strada, con la sua Emergency, è stato uno dei canali di trattativa "in chiaro" per la liberazione degli ostaggi. Nelle prime tre settimane di maggio, Strada, con sua figlia Cecilia e Tommaso Notarianni, ha negoziato a Bagdad con quattro fonti irachene. Ripartendone con una certezza. Che Agliana, Cupertino e Stefio sarebbero stati liberati "senza condizioni". Oggi dice: ‟Ci è stato detto che quando la vicenda era ormai risolta, qualcuno ha pagato 9 milioni di dollari... Che gli ostaggi sono stati di fatto consegnati agli americani… Non so chi ha tirato fuori i soldi. So i nomi dei mediatori che, mi viene detto, li hanno maneggiati. Non ho difficoltà a farli, perché Emergency non è un servizio segreto e quel che ha fatto lo ha fatto in modo trasparente. Abbiamo lavorato per la liberazione degli ostaggi con la stessa logica con cui lavoriamo nei nostri ospedali. Siamo stati testimoni diretti di una storia che ha incrociato il nostro cammino. E ora che gli ostaggi sono sani e salvi posso raccontarla”.

Donne, che fallimento. Intervista a Elisabeth Badinter su La strada degli errori

Donne, che fallimento. Intervista a Elisabeth Badinter su La strada degli errori

Non ama il femminismo contemporaneo, Elisabeth Badinter, e per dirlo non usa mezzi termini. Il suo pamphlet La strada degli errori è una vera e propria requisitoria contro le idee dominanti in materia di violenza, sessualità, maternità, potere. E la constatazione finale è senza appello: siamo in piena regressione.