Angelo Marano: Pensioni. Questione di cassa
Secondo Angelo Marano, economista, autore di Avremo mai la pensione?, il governo finirà per penalizzare i lavoratori a favore dei «fondi». Che sono la vera dannazione del sistema previdenziale. Obiettivo politico «Si vuole intervenire sulla previedenza per fare cassa per contenere il deficit o per finanziare la diminuzione delle tasse». Sullo sfondo la contrattazione con l'Ue per la revisione del Patto di stabilità. Non ha ancora giurato sulla testa dei figli, ma poco ci manca. «Non toccheremo le pensioni di anzianità», garantisce il ministro del welfare Bobo Maroni per tranquillizzare Cisl e Uil. Lo fa tutti i giorni, segno che nel governo c'è un robusto partito che per fare cassa vuole «toccare» le pensioni. E' lo stesso governo che, se la delega previdenziale resterà intatta, regalerà a Confindustria da 3 a 5 punti di decontribuzione per il nuovi assunti, rinunciando a soldi che dovrebbero entrare nelle casse dell'Inps. Nonostante le tre riforme degli anni `90 abbiano messo in equilibrio il sistema previdenziale, molti si ingegnano a tenere acceso il fuoco sotto il pentolone delle pensioni. Lo scopo è chiaro: ridurre la previdenza pubblica e i corrispondenti oneri contributivi per sviluppare forzosamente la previdenza complementare basata sui fondi pensione. Un aureo libretto - Avremo mai la pensione? - fa il pelo e il contropelo ai fondi pensione. L'ha scritto Angelo Marano, economista docente all'università della Tuscia.
Salvatore Veca: Viaggiare con la mente e dire no alle etichette
Anche quest'anno Salvatore Veca passa le vacanze in Toscana, come gli capita ormai da diversi anni. «Sempre fra la Maremma e l'Argentario, perché sono i posti che piacciono a mia moglie: è lì che i miei figli e gli amici che vengono a trovarci si sentono in perfetta libertà, e anche i due cani che abbiamo possono scorrazzare in tranquillità per i campi». Per Veca, tuttavia, le vacanze hanno un'accezione un po' diversa da quella comune: paradossalmente è proprio nei mesi estivi che il presidente della Fondazione Feltrinelli, uno dei più affermati filosofi italiani, lavora in maniera più intensa e produttiva. Prima di capire perché ciò avvenga, e perché Veca sia "da filosofo" contento di questo fatto, conviene procedere con ordine.
‟L’Espresso” intervista Daniele Luttazzi
Benigni, Fo, Moretti, Le Iene, Striscia la notizia. «Da un po' di tempo», ha scritto Umberto Eco su "L'Espresso”, «tutto quello che accade in Italia, e crea subbuglio e inquietudine, è dovuto ai comici». Elementare, Humbert, direbbe Lolita Holmes. Ma non per questo meno inquietante: potrà mai la satira supplire alla politica in un Paese reale che non sia Lilliput? Ecco a voi Daniele Luttazzi che risponde a domande su Benvenuti in Italia…
Fabio Gambaro intervista Daniel Pennac
Daniel Pennac è certamente uno degli scrittori più amati dal pubblico italiano. Ogni volta che viene nel nostro paese, è atteso con entusiasmo da schiere di lettori di tutte le età che lo ascoltano attentamente, apprezzando il suo talento di narratore e ridendo delle sue battute. "Sono commosso da tanto successo, mi sembra quasi di essere stato adottato dagli italiani e ciò mi fa enormemente piacere", commenta il romanziere francese, che vorrebbe imparare bene l´italiano "per poter leggere un giorno il Pasticciaccio di Gadda in versione originale". Lo scrittore tornerà nuovamente in Italia il 15 giugno 2002, per ricevere il Premio Internazionale Grinzane Cavour, a ricompensa di vent´anni di militanza letteraria e di una mezza dozzina di romanzi - dal Paradiso degli Orchi alla Prosivendola, dal Signor Malaussène a Signori bambini - che hanno fatto conoscere in tutto il mondo il quartiere parigino di Belleville e le disavventure dello sfortunato ma simpaticissimo Benjamin Malaussène.
Poco prima della sua partenza per l´Italia, abbiamo incontrato Pennac nello studio parigino dove sta lavorando di buona lena al nuovo romanzo, che probabilmente arriverà in libreria nel corso dell´anno prossimo, cinque anni dopo La passione secondo Thérèse.