Ho voglia di un abbraccio. Speed date con Francesco Renga
"Una volta volevo scrivere delle frasi d’amore a una donna che mi piaceva moltissimo. Così cercai nei cassetti di casa una busta e un biglietto e non mi accorsi che erano listati a lutto: lei non mi ha più voluto vedere."
Eugenio Borgna: intervista su Le intermittenze del cuore
Più che un intervento di presentazione una vera e propria lezione di Eugenio Borgna su Le intermittenze del cuore. Le conoscenze mediche non bastano a scandagliare la malattia psichica e per comprendere l’interiorità di chi soffre occorre attingere ad altre aree conoscitive. E "il cuore" diventa quel territorio della nostra mente e della nostra anima in cui trovano asilo tutte le impressioni che l’esistenza ci dona: questo scrigno prezioso che contiene il senso stesso della nostra umanità è il territorio delle emozioni e dei sentimenti.
Alle radici dell'Europa violenta. Intervista a Hugo Claus
‟Essere umani significa, di necessità, essere un po’ corrotti. È più pratico. Se dei soldati armati di mitra si presentassero alla sua porta e le chiedessero l suoi genitori sono qui?’, lei, volendo essere onesta, dovrebbe dire Sì’. Nei suoi panni, un giansenista penserebbe È la mano di Dio che opera’ e permetterebbe che i suoi genitori venissero uccisi. Una gentile, piccola corruzione è meglio allora del dire sempre la verità...” osserva Hugo Claus...
Alla letteratura compete tutto ciò che è impossibile. Intervista a Péter Esterházy
Lo scrittore ungherese Péter Esterházy ha sempre fatto dello sperimentalismo formale e della ricerca stilistica la cifra della sua scrittura, dando vita a una serie di libri nei quali la denuncia della tranquillizzante ‟stretta di mano non casuale tra cause ed effetto” si traduce in una scrittura pantagruelica ed esplosiva. Portavoce di un'arte ‟allergica alle menzogne, alla sporcaccioneria e ai tipi Tartuffe”, e di una letteratura che, pur essendo radicata nel presente non vi sprofonda né lo corteggia, l'autore dei Verbi ausiliari del cuore e di Harmonia Cælestis continua a mostrare una grande esuberanza stilistica e formale, trattenuta dal suo sguardo ironico e disincantato sul mondo e riguardata da un ‟erotismo della lingua” capace di limitare il sentimento demiurgico di chi crea illusioni letterarie e personaggi romanzeschi.