Il Pci e i forzati dell'autobiografia. Intervista a Mauro Boarelli

Il Pci e i forzati dell'autobiografia. Intervista a Mauro Boarelli

Nel 1945, il partito comunista esce dalla sua condizione di illegalità; nel corso del 1956, viene divulgato il rapporto che Kruscev presentò al XX Congresso del Pcus; è questo l'arco temporale studiato dallo storico Mauro Boarelli, che concentra la sua attenzione su un tema specifico, quello dell'autobiografia. Una pratica funzionale al modellamento della cultura della militanza, punto nevralgico della contraddizione tra partito di massa e centralismo, con una matrice comune ai precetti gesuitici. Uno strumento, dunque, per costruire la supremazia del partito sugli aderenti, per controllarli e minarne la capacità di conservare spazi privati. Ma anche un luogo formidabile dove, attraverso una ristrutturazione della memoria privata, avveniva la costruzione di una memoria pubblica condivisa: una vera e propria fabbrica del passato.

Elogio delle donne cattive. Intervista a Péter Esterházy

Elogio delle donne cattive. Intervista a Péter Esterházy

‟Un corpo può essere ridicolo, grottesco, puzzare di aglio o di cipolla, ma risultare ugualmente attraente per chi lo conosce e lo ama. Questo libro discende in qualche modo dai tempi in cui, adolescente, giocavo a calcio. Guardavo il fisico dei ‘vecchi’ giocatori venticinquenni e sapevo che per loro la carriera stava per finire: il corpo dunque come una specie di segnatempo, di calendario mortuario. Di conseguenza, parlare del corpo è come parlare della morte, ed è questo che ho fatto, però in modo leggero, con qualche grassa risata qua e là.”

Il mondo sotto il segno del consenso di Pechino. Intervista a Giovanni Arrighi

Il mondo sotto il segno del consenso di Pechino. Intervista a Giovanni Arrighi

All'esistenza del grande casinò dell'economia mondiale Giovanni Arrighi non crede proprio. È uno studioso che ha sempre tenuto alla dimensione storica, ‟processuale”, dei fenomeni sociali e economici. Nel suo ultimo libro, in uscita per Feltrinelli con il titolo Adam Smith a Pechino, lo studioso italiano, docente alla John Hopkins University e direttore del Fernand Braudel Centre, propone una analisi del capitalismo storico tanto affascinante, quanto da discutere. La sua tesi è che il centro dell'economia mondiale si è spostato a Pechino, mentre gli Stati Uniti continuano il loro lento, ma inesorabile declino. Una tesi ‟partigiana”, che discute criticamente a distanza con quanti, come il geografo marxista David Harvey o Naomi Klein, considerano fondamentale dare una sistemazione teorica al ciclone neoliberista, considerato da Arrighi solo una parentesi, a differenza di quanti lo hanno considerato come un modello sociale la cui comprensione aiuterebbe a capire le tendenze nello sviluppo economico capitalistico.

‟Meglio i timidi dei potenti”. Intervista a Claudio Piersanti

‟Meglio i timidi dei potenti”. Intervista a Claudio Piersanti

‟Ho voluto rendere omaggio alla memoria di Raul Gardini, nel personaggio del capo di Metz, il finanziere Marani. Gardini, nel bene e nel male, è stato una figura straordinaria…”. Claudio Piersanti parla del successo de Il ritorno a casa di Enrico Metz.