La riscoperta del sentimento. Intervista a Umberto Galimberti

La riscoperta del sentimento. Intervista a Umberto Galimberti

Ai giovani d’oggi mancano motivazioni, entusiasmo, progettualità. Prevalgono il disinteresse, la sfiducia, la rassegnazione. Prevale un’assenza ingombrante che è percepita, ma difficile da individuare. ‟I giovani stanno male ma non sanno il perché. […] La mia generazione sapeva ciò che doveva fare perché il futuro era prevedibile e bastava seguire l’esempio dei padri. Oggi invece la società ha avuto una trasformazione pazzesca ed è divenuta globalizzata e indecifrabile. Non abbiamo più mappe per dire quale sarà il nostro futuro. Emerge così una sorta di rassegnazione a questa condizione che può riassumersi nella domanda: con chi ce la prendiamo?

Amos Oz: ‟Compromesso unica scelta”. Un’intervista

Amos Oz: ‟Compromesso unica scelta”. Un’intervista

‟Ci sono 5.5 milioni di ebrei che non possono andare da nessuna parte perche non c'è alcun posto dove andare. E ci sono 4 milioni di palestinesi che non possono andare da nessuna parte perche non c'è alcun posto dove andare. Non possiamo diventare una famiglia felice, perche non c'è una sola famiglia. Casomai ci sono due famiglie infelici che devono dividere la loro casa in due piccoli appartamenti. Questo è il compromesso che alla fine dovrà prevalere. Non so dire quando avverrà, ma ci sarà semplicemente perché non ci sono alternative.”

In fuga da Gerusalemme. Intervista ad Amos Oz

In fuga da Gerusalemme. Intervista ad Amos Oz

‟Negli ultimi 20 anni la società israeliana è diventata molto meno ideologizzata. È sufficiente stare seduti in un bar e ascoltare i discorsi della gente: si parla solo di soldi. Niente Gaza, niente Iran. È una deriva egoistica, ma comunque preferibile all’altruismo dei fanatici, che vogliono cambiarti, farti rinsavire. Salvo poi ammazzarti se non raggiungono il loro scopo.”

Professione vagabondo. Intervista a Ryszard Kapuscinski

Professione vagabondo. Intervista a Ryszard Kapuscinski

‟Ci si mette in viaggio a causa di una tragedia, o perché travolti da un’insana passione. Ma andare altrove serve a scoprire gli altri. E se stessi”. Parola del massimo reporter vivente, Ryszard Kapuscinski, che nel suo nuovo libro Autoritratto di un reporter racconta la sua ‟folle” passione per il viaggio e per la scoperta dell’altro attraverso la professione giornalistica.
‟Ci si mette in cammino per fuggire dalla fame, dalla peste, dalla guerra, per cercare la sicurezza altrove”.