Amos Oz: ‟Compromesso unica scelta”. Un’intervista

Amos Oz: ‟Compromesso unica scelta”. Un’intervista

‟Ci sono 5.5 milioni di ebrei che non possono andare da nessuna parte perche non c'è alcun posto dove andare. E ci sono 4 milioni di palestinesi che non possono andare da nessuna parte perche non c'è alcun posto dove andare. Non possiamo diventare una famiglia felice, perche non c'è una sola famiglia. Casomai ci sono due famiglie infelici che devono dividere la loro casa in due piccoli appartamenti. Questo è il compromesso che alla fine dovrà prevalere. Non so dire quando avverrà, ma ci sarà semplicemente perché non ci sono alternative.”

Professione vagabondo. Intervista a Ryszard Kapuscinski

Professione vagabondo. Intervista a Ryszard Kapuscinski

‟Ci si mette in viaggio a causa di una tragedia, o perché travolti da un’insana passione. Ma andare altrove serve a scoprire gli altri. E se stessi”. Parola del massimo reporter vivente, Ryszard Kapuscinski, che nel suo nuovo libro Autoritratto di un reporter racconta la sua ‟folle” passione per il viaggio e per la scoperta dell’altro attraverso la professione giornalistica.
‟Ci si mette in cammino per fuggire dalla fame, dalla peste, dalla guerra, per cercare la sicurezza altrove”.

Le opere di Oz tra esilio e immigrazione

Le opere di Oz tra esilio e immigrazione

‟Israele è un Paese di immigrati. Gli israeliani scherzano su questo argomento. C'è una barzelletta che dice: qual è la definizione di ‘nuovo immigrato’? È una persona che il primo anno si lamenta del governo che non fa mai abbastanza per integrare gli immigrati; il secondo si lamenta che gli autoctoni non sono gentili come dovrebbero e il terzo anno se la prende con gli immigrati appena arrivati perché ricevono troppe attenzioni. Ecco, questo è Israele.”

Notte nel deserto. Intervista ad Amos Oz

Notte nel deserto. Intervista ad Amos Oz

‟[...] Il deserto è l’eterno contro il passeggero. E qui le nostre parole quotidiane assumono un altro senso, o forse lo perdono del tutto. Il deserto permette di fare quell’esperienza che Freud chiamava 'il sentimento cosmico'. Il deserto, infatti, è l’epifania dell’uno e assoluto. Il deserto è monoteista non pagano.”