Al netto di tutta la cagnara mediatica, di anni di lacrime e sospetti, di monumenti retorici rosa e noir, il nocciolo della questione Lady Diana è finalmente sciolto: la signora Spencer e il suo fidanzato Dodi sono morti perché non indossavano la cintura di sicurezza. L’unico dei quattro passeggeri che si era ricordato di questa banale eppure fondamentale incombenza è la guardia del corpo, non a caso il solo superstite del terribile impatto.
Peccato davvero che questo esito così inoppugnabile, già comprovato da infiniti crash-test, da perizie traumatologiche e perfino dai consigli di prudenza che madri e zie dispensano ai giovani scapestrati, non abbia figurato fin dal primo momento nei titoli di testa di questo interminabile polpettone. Certe volte i media, nell’affanno tra l’altro un po’ macabro di sventolare il cadavere, trascurano il loro umile ruolo di servizio. Il titolo ideale e risolutivo sarebbe stato: Anche se sei ricco e famoso, senza cintura di sicurezza ci rimetti la buccia.

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