C’è una buona notizia. L’attacco frontale del Papa alla legge 194, esplicito quanto mai in passato, è stato riportato dai media in forma rispettosa ma tiepida, sul limitare delle prime pagine e non già nel loro epicentro. E il giorno dopo già se ne parlava appena, come del matrimonio di Tom Cruise. D’altra parte la macchina mediatica è così vorace da non potersi permettere il lusso di rimasticare troppo a lungo lo stesso bolo. Ha bisogno di inghiottire in fretta, e passare ad altri bocconi. Ripetere per mesi e anni più o meno la stessa frase, alla lunga, diventa repertorio. L’ossessione del nuovo Pontefice (e del neoguelfismo culturale e politico) per l’etica sessuale e familiare, con speciale premura per la legislazione della Repubblica italiana, potrebbe anche avere saturato la scena, perché quello che la prima volta ti sembra un colpo di teatro, la centesima addormenta il pubblico.
A questo si aggiunga che il clima cordiale e sopito nel quale nasce la nuova legislatura non sembra il terreno di coltura ideale per polemiche e battaglie di qualunque natura. Questo andrà sicuramente a discapito delle battaglie giuste. Il rovescio della medaglia è che avranno meno spazio anche quelle sbagliate.

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