Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
di Walter Siti
Il 18 aprile 2016 viene rinvenuto in un rio cieco, a Venezia, il cadavere di un annegato in avanzato stato di decomposizione. Dopo dieci anni, per motivi psicologicamente complessi, un croupier del casinò sul Canal Grande si trova a rivangare intorno a quella morte rubricata all’epoca come incidente. Walter Siti decostruisce lo schema formale del cold case in un romanzo di impianto realistico, lontano dalle convenzioni del “genere”. L’indagine del detective riluttante diventa così un viaggio tra i fantasmi e le ossessioni dell’autore, anzi una loro radicale liquidazione in una città-simbolo degradata e mortuaria, profetica e sottomarina. Come sempre nell’autofiction di Siti (esplicita o latente, qui parodiata in un “auto-crime”), l’analisi spietata della propria mostruosità trova rinforzo e giustificazione in analogie etiche e socio-politiche più generali: la pornografia imperante anche al di là del sesso, la guerra come ponte verso un’economia post-umana, le mutazioni della tecno-biologia, le derive e le minacce sulla roulette della Storia. Rovesciando i luoghi comuni sul femminicidio, Siti inventa uno dei suoi personaggi femminili più riusciti e fa i conti ideologici col proprio alter ego finalmente defunto. Utilizzando le risorse del suo talento mimetico, alternando weird e comica impotenza, costruisce un congegno a orologeria che conduce alla scoperta di quel che borbotta sotto la superficie di sé e del mondo, dove si ha paura di guardare.
Tutto il dolore sepolto e ignorato è pastura per i mostri.
Walter Siti è uno dei più importanti scrittori e intellettuali italiani. Autore di romanzi (tra cui Troppi paradisi, 2006; Il contagio, 2008; Resistere non serve a niente, …