Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
“Il paradosso è la passione del pensiero, e il pensatore senza il paradosso è come l’amante privo di passione.”
Il titolo di questo volume è un classico esempio di understatement. Ma anche l’understatement può essere provocazione: scrivere delle “briciole filosofiche” è un gesto di sottrazione che sfida i grandi sistemi idealistici per fare filosofia in modo nuovo, ostinato e laterale. Eppure, la domanda che questo libretto pone è tutt’altro che banale: può un evento storico fondare una verità eterna? Kierkegaard affronta il problema vestendo i panni di Johannes Climacus, un pensatore non credente che vuole capire se sia possibile acquisire la fede cristiana attraverso la pura speculazione razionale. Tra ironia e invenzione poetica, il lettore è posto dinanzi al paradosso di un Dio che per amore si è fatto uomo, a una verità che chiede di essere vissuta più che spiegata. Questa nuova traduzione illumina il nesso tra esistenza, storia e libertà puntando alla riflessione sul “nascere” anziché su un generico “divenire”, lasciando emergere un radicale pensiero dell’inizio in cui è sempre viva la possibilità di una rinascita nello spirito. Un’opera che restituisce all’incontro con Cristo la forza della contemporaneità anche a distanza di millenni, mettendoci di fronte all’alternativa che il paradosso esige tra scandalizzarsi o credere.
Søren Aabye Kierkegaard nasce a Copenaghen il 5 maggio 1813. Figlio di un facoltoso commerciante e della sua ex domestica sposata in seconde nozze, fu educato a un cristianesimo severo di …