Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Autore di feroci pamphlet contro l’impostura dell’avanguardia contemporanea, Jean Clair è stato anche colui che, sin dagli ultimi decenni del secolo scorso, ha dato voce all’opera di pittori e scultori che hanno cercato di riportare in vita il corpo dilaniato dell’arte. Artisti come Arikha, Bacon, Balthus, Freud, Giacometti, Hockney, che hanno osato riproporre il mistero del visibile proprio dell’arte mentre proliferavano performance e “prodotti artistici” in cui non restava più nulla del vedere e del pensare, ma soltanto un insensato e a volte immondo sentire. Nelle osservazioni di Jean Clair, questi pittori e scultori trovavano, come scrive Monica Ferrando nell’introduzione al volume, il viatico e il talismano per il loro operare.
Clair non si è, però, limitato a difendere solo le loro ragioni, ha infatti sempre cercato qualcosa di più importante che occuparsi delle loro opere: il compito comune tra l’autentica riflessione sull’arte e l’arte stessa, tra il pensare e il vedere, tra la parola e il concreto agire artistico era ciò che gli stava a cuore. E l’esito di questa ricerca non poteva che approdare alla più alta forma di koinonia: l’amicizia, la philia che secondo le parole di Platone tiene insieme cielo e terra.
Il libro degli amici è, innanzitutto, la memoria di questa koinonia, di questa condivisione di ciò che è in gioco nell’arte e nel pensiero, che Jean Clair sperimenta con gli artisti da lui amati.
Pensieri, conversazioni, incontri con artisti come Bacon, Balthus, Hockney, Cartier-Bresson e altri diventano così una mappa irrinunciabile della pittura, della fotografia e della scultura del secondo Novecento e del nostro tempo che Clair ci restituisce, in questo libro, con impagabile maestria.
“Il museo intimo di Jean Clair. Ne Il libro degli amici, l’inclassificabile Jean Clair riordina le sue memorie evocando tutti i suoi amici artisti: Bacon, Giacometti, Balthus, Hockney, Cartier-Bresson ecc.”
Le Point
“Il libro degli amici è il bel titolo di un libro che esce in questi giorni per Gallimard: esprime l’essenza della vita di Jean Clair. L’amicizia, in altre parole, un profondo legame con gli artisti in una comune venerazione per la bellezza. I sentimenti che potevano unirlo a loro erano subordinati a questa contemplazione. Lo nutriva, lo rasserenava e gli dava persino speranza.”
Le Figaro
“Celebre per le sue splendide mostre e per i suoi feroci pamphlet contro le imposture dell’avanguardia contemporanea, Jean Clair, non bisogna dimenticarlo, è anche un magnifico prosatore, un autentico virtuoso dello stile e della lingua, che intesse, libro dopo libro, la sua trama preziosa di ricordi, riflessioni, inquietudini.”
Benedetta Craveri, la Repubblica
“Jean Clair studia la morfologia dell’arte moderna, le sue deformazioni morbose, il suo progressivo allontanamento dalla bellezza.”
Raffaella De Santis, la Repubblica
Traduzione dal francese di Monica Ferrando