La letteratura dell'horror soprannaturale

di Howard Phillips Lovecraft

“L’emozione più antica e più forte dell’umanità è la paura. E la più antica e più forte fra le paure è la paura dell’ignoto.”


Scritto tra il 1925 e il 1927 e poi rivisto fino alla fine della sua vita, La letteratura dell’horror soprannaturale è il saggio in cui H.P. Lovecraft delinea una vasta genealogia della narrativa weird nella tradizione occidentale. Un saggio animato da una curiosità sterminata, che rintraccia le origini dell’orrore nelle tradizioni arcaiche e ne segue il corso fino alla narrativa contemporanea all’autore. Con vasta erudizione e raffinata sensibilità critica, Lovecraft passa in rassegna una costellazione straor­dinaria di scrittori (Poe, Blackwood, Lord Dunsany, Machen, Le Fanu, Hawthorne…), alla ricerca dell’essenza stessa del terrore, del suo significato in letteratura e delle ragioni per cui ne siamo fatalmente attratti. Per Lovecraft, nella sua forma più alta, l’orrore è un’esperienza sublime, lo schiudersi dell’abisso cosmico che ci sovrasta. È una forza che ci costringe a ridimensionare la nostra importanza rispetto alla vastità dell’universo, a farci piccoli di fronte al buio oceano di ciò che non conosciamo.

Raccogliendo le opere di autori diversi per provenienza, ispira­zione ed epoca, Lovecraft tratteggia una poetica dell’inquietudine che rivendica alla letteratura fantastica piena dignità artistica.


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Howard Phillips Lovecraft

Howard Phillips Lovecraft (Providence, 1890 - 1937) è uno dei più influenti e innovativi autori di letteratura fantastica di tutti i tempi. La sua piena scoperta avvenne dopo la morte, …

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