Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
“L’emozione più antica e più forte dell’umanità è la paura. E la più antica e più forte fra le paure è la paura dell’ignoto.”
Scritto tra il 1925 e il 1927 e poi rivisto fino alla fine della sua vita, La letteratura dell’horror soprannaturale è il saggio in cui H.P. Lovecraft delinea una vasta genealogia della narrativa weird nella tradizione occidentale. Un saggio animato da una curiosità sterminata, che rintraccia le origini dell’orrore nelle tradizioni arcaiche e ne segue il corso fino alla narrativa contemporanea all’autore. Con vasta erudizione e raffinata sensibilità critica, Lovecraft passa in rassegna una costellazione straordinaria di scrittori (Poe, Blackwood, Lord Dunsany, Machen, Le Fanu, Hawthorne…), alla ricerca dell’essenza stessa del terrore, del suo significato in letteratura e delle ragioni per cui ne siamo fatalmente attratti. Per Lovecraft, nella sua forma più alta, l’orrore è un’esperienza sublime, lo schiudersi dell’abisso cosmico che ci sovrasta. È una forza che ci costringe a ridimensionare la nostra importanza rispetto alla vastità dell’universo, a farci piccoli di fronte al buio oceano di ciò che non conosciamo.
Raccogliendo le opere di autori diversi per provenienza, ispirazione ed epoca, Lovecraft tratteggia una poetica dell’inquietudine che rivendica alla letteratura fantastica piena dignità artistica.
Howard Phillips Lovecraft (Providence, 1890 - 1937) è uno dei più influenti e innovativi autori di letteratura fantastica di tutti i tempi. La sua piena scoperta avvenne dopo la morte, …