Descrizione

“In questo libro Oz è più cechoviano che mai” Wlodek Goldkorn

In un kibbutz isolato, circondato da nemici e sormontato dall’ombra di cupe montagne, scorre la vita di una comunità di coloni, dediti all’agricoltura e all’allevamento, allo sport e alla musica, ma soprattutto alla purificazione. A trent’anni dalla fondazione del kibbutz, infatti, sono gli ideali di miglioramento personale e collettivo a puntellare la vita quotidiana dei kibbutzim e in questo un ruolo importante lo gioca il pettegolezzo. è quanto spiega la voce narrante di un colono che guida il lettore – non senza malizia e ironia – alla scoperta degli abitanti del kibbutz, concentrandosi soprattutto sulla famiglia di Ruben Harish. Questi è tra i più convinti sostenitori di una vita pacifica e collettiva, l’instancabile cantore delle virtù di un’esistenza semplice e illuminata. La moglie Eva lo ha abbandonato per fuggire con un cugino. Si è sposata, vive in Germania e gestisce un night-club assieme al nuovo marito. Ruben accetta le cose senza lamentarsi, sprofondando in una tristezza nobilitata dai doveri di maestro, guida turistica e poeta. È rimasto solo con i figli e, per consolarsi, avvia una blanda relazione con un’amica. Ma quando dalla Germania arriva Zachariah, un personaggio misterioso e conturbante, le cui mire e comportamenti nessuno comprende, la comunità piomba nello scompiglio.

Recensioni d'autore

  • L'eterno scontro tra «luce e tenebra, desolazione e fertilità, monte e valle».

  • Oz, in tutti i suoi libri, ha cercato di dimostrare di essere il più autentico erede di Cechov, un autore che non ha mai scritto un romanzo: i veri drammi sono dati dalle piccole emozioni, non dalla grande Storia. In "Altrove, forse" Oz è più cechoviano che mai.

  • Il debutto nella narrativa dello scrittore che da ragazzino, forse per farsi coraggio dopo il suicidio materno, cambiò il suo nome di Klausner in «Oz», cioè «forza». E tessendo l'esplicito elogio del pettegolezzo, Amos Oz precisava i due capisaldi della sua poetica: la narrazione della natura umana per quello che è, senza edulcorarla, e il racconto della vita nel kibbutz...

  • La storia corale di un kibbutz negli anni '60, raccontata da un osservatore invisibile, portavoce dei pettegolezzi della comunit à : c'è il poeta abbandonato dalla moglie con due figli, la vedova maldicente il cui figlio deve andare militare, il parente venuto da lontano che rimette tutto in discussione. Attorno, le montagne risuonano di spari e la guerra incombente conferisce toni epici alla vita quotidiana.

  • Un anno dopo la pubblicazione del libro, la Guerra dei Sei giorni avrebbe mutato il destino di Israele e del Medio Oriente. Ha uno strano fascino tornare indietro nel tempo, e farlo con una grande voce della letteratura israeliana.

  • I temi cari a Oz: la famiglia, l'assenza di una fgura materna e la condanna dello scontro con il mondo arabo.

  • La vita nel kibbutz Mezudat Ram sembra uguale a quella di tanti paesini di provincia: un terzo noia e due terzi pettegolezzi. Certo, ci sono i nemici senza nome che sparano di notte, ma in verità sembrano molto più corrosivi gli impulsi interni alla comunità, come l'adulterio, le maldicenze e il vandalismo di una gioventù annoiata.

  • Un confine di paura per ciascuno di noi. Il primo romanzo dello scrittore israeliano. Narra la vita in un kibbutz di frontiera. "Pensiamo di sapere che cosa accadrà ma non è vero."

Conosci l’autore

Amos Oz

Amos Oz (1939-2018), scrittore israeliano, tra le voci più importanti della letteratura mondiale, ha scritto romanzi, saggi e libri per bambini e ha insegnato Letteratura all’Università Ben Gurion del Negev. Con Feltrinelli ha pubblicato: Conoscere una donna (2000), Lo stesso mare (2000), Michael mio (2001), La scatola nera (2002), Una storia di amore e di tenebra (2003), Fima (2004), Contro il fanatismo (2004), D’un tratto nel folto del bosco (2005), Non dire notte (2007), La vita fa rima con la morte (2008), Una pace perfetta (2009), Scene dalla vita di un villaggio (2010, premio Napoli), Una pantera in cantina (2010), Il monte del Cattivo Consiglio (2011, premio Tomasi di Lampedusa 2012), Tra amici (2012; "Audiolibri Emons-Feltrinelli", 2013), Soumchi (2013), Giuda (2014), Gli ebrei e le parole. Alle radici dell’identità ebraica (2013; con Fania Oz-Salzberger), Altrove, forse (2015), Tocca l'acqua, tocca il vento (2017), Cari fanatici (2017), Finché morte non sopraggiunga (2018),Sulla scrittura, sull’amore, sulla colpa e altri piaceri (2019; con Shira Hadad). Nella collana digitale Zoom ha pubblicato Si aspetta (2011) e Il re di Norvegia (2012). Ha vinto i premi Catalunya e Sandro Onofri nel 2004, Principe de Asturias de Las Letras e Fondazione Carical Grinzane Cavour per la Cultura Euromediterranea nel 2007, Primo Levi e Heinrich Heine nel 2008, Salone Internazionale del libro nel 2010, il Premio Franz Kafka a Praga nel 2013. I suoi lavori sono stati tradotti in oltre quaranta lingue.

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Maggio, 2017
Collana: 
Universale Economica
Pagine: 
352
Prezzo: 
10,00€
ISBN: 
9788807889615
Genere: 
Tascabili 
Traduttore: 
Elena Loewenthal