Descrizione

“Billy è l’ultimo. E Billy Budd è una parabola. In questo discorso in forma di racconto (che, come è noto, fu redatto tra il 1886-1888 e il 1891, anno della morte dell’autore, e uscì nella prima edizione soltanto nel 1924) infatti Billy dà vita alla figura angelicata di colui che sempre e comunque subisce e subirà il torto, l’ingiustizia, la prepotenza, l’illegalità (per dirla melvillianamente, le mire del maligno su questa terra). Pertanto Billy – che è una specie di ‘umiliato e offeso’ eroicizzato sorto dalla commistione di un Oliver Twist rimasto immune ai bassifondi e ormai giovanotto con un santo martire e con qualcosa del dostoevskiano ‘idiota’ principe Myškin – è anche il sacrificato per eccellenza, cioè, l’innocente, il puro.” (dall’Introduzione)

Conosci l’autore

Herman Melville

Herman Melville nasce a New York City il 1° agosto 1819. Un disastro finanziario rovina economicamente la sua famiglia, benestante da generazioni. Herman deve abbandonare gli studi per aiutare i suoi: dal 1834 al 1841 è impiegato di banca, commesso, agricoltore, maestro di scuola. La precarietà di tali occupazioni lo induce a imbarcarsi come mozzo sulla Saint Lawrence diretta a Liverpool. Successivamente prenderà il mare sulla baleniera Acushnet diretta ai mari del Sud, poi sulla Leviathan e quindi sulla Charles and Henry, a bordo delle quali navigherà a lungo i mari orientali. Determinante un episodio di diserzione: nel luglio del 1842 abbandona la Acushnet a Nukuhiva, nelle isole Marchesi, fermandosi a Taipi, per poi fuggire a Tahiti. Due anni dopo il congedo, sono le avventure di quei soggiorni nel paradiso esotico di molti artisti europei a ispirargli il primo romanzo, Taipi, in cui rievocando quei giorni già Melville rivela la natura illusoria del sogno esotico, e l’anno successivo (1847) esce Omoo, continuazione picaresca del romanzo d’esordio.
Con Mardi (1849) Melville abbandona il genere autobiografico avventuroso per inoltrarsi in una perlustrazione metafisica che segnerà, accanto alla vena narrativa delle prime opere, il destino del lavoro a venire. Due anni dopo esce Moby Dick che dialoga con Shakespeare, per la radicalità dei dilemmi e Dante per la potenza d’impianto, e ripropone il mito ulissico e gli archetipi biblici dell’avventura marina. Successo zero. Nuovamente silenzio per Pierre dell’anno successivo, poi un incendio divampa nei magazzini dell’editore Harper distruggendo tutte le copie e i piombi dei volumi di Melville, e segnando con devastante efficacia simbolica la fine della sua breve fortuna letteraria. Dal 1855 Herman Melville non è più socialmente considerato uno scrittore, anche se, impiegatosi a New York come ispettore doganale, ferito a morte dalla tragedia del primogenito Malcolm, che si uccide accidentalmente pulendo un’arma, continua a scrivere opere di altissimo livello: Israel Potter (1855), The Piazza Tales (1856) che comprende alcuni capolavori assoluti tra cui Benito Cereno, Battle Pieces and Aspects or War (1866), bellissime poesie ispirate alla guerra di seccessione, Clarel, a Poem and Pilgrimage to the Holy Land (1876) che attinge anche a un viaggio in Terra Santa, le splendide poesie di mare di John Marr and other Sailors (1888). Muore il 28 settembre 1891. Nel 1924 vedrà la luce il romanzo Billy Budd, rimasto manoscritto alla morte dell'autore. Un altro capolavoro. Feltrinelli ha pubblicato L’uomo di fiducia (1984) e nei “Classici” Moby Dick (2007), Bartleby lo scrivano (2008), Benito Cereno (2008) e Billy Budd (2009).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Giugno, 2014
Collana: 
Universale Economica I Classici
Pagine: 
160
Prezzo: 
8,00€
ISBN: 
9788807901270
Genere: 
Tascabili 
Curatore: 
Alessandro Ceni
Traduttore: 
Alessandro Ceni