Descrizione

Sono due le voci narranti che raccontano questa storia, sono le voci dei gemelli Butcher e Hugh Bones. Butcher è un pittore molto famoso, per cinque anni è stato osannato dalla critica, poi il suo matrimonio è naufragato e tutto è andato a rotoli. La moglie ha cercato di impadronirsi delle opere del marito, il marito gliele ha sottratte, la magistratura è intervenuta, Butcher è stato processato e condannato, è stato in galera e ora, salvato dal suo principale collezionista, vive in una fattoria di quest’ultimo in mezzo alla foresta a nord di Sydney con l’impegno di disintossicarsi dall’alcol e riprendere a dipingere. Butcher deve anche occuparsi del fratello: Hugh, infatti, è ritardato. Finché prende regolarmente le pillole, tutto va bene. Ma un imprevisto, una parola sbagliata, una provocazione possono scatenare reazioni imprevedibili. Nel bucolico tran tran dei gemelli, nel caldo e tra gli insetti del gennaio australiano, piomba un bel dì Marlene, una sconosciuta alla ricerca di Dozy Boylan, il loro vicino. Da lei i fratelli Bones vengono a sapere che Boylan è il fortunato proprietario di un pregiatissimo dipinto: un Leibovitz! È proprio il grande maestro che un bel giorno, folgorandolo sulla via di Damasco, ha spinto Butcher a lasciare la macelleria del padre per la più difficile strada dell’arte. Con la misteriosa sparizione del celebre dipinto dalla casa del vicino, comincia una storia ben congegnata di furti di quadri, falsificazioni, perizie, autenticazioni, al centro della quale si muove con spericolata malizia Marlene (di cui, al momento giusto, Butcher si innamorerà); una storia che, dopo alterne vicende, vede consacrare la fama di Butcher Bones con due opere appese nella sala di un museo tedesco, a pochi passi da un nuovo Leibovitz rinvenuto in circostanze rocambolesche, un Leibovitz che in realtà non è altro che un falso dello stesso Bones.
Le due voci, l’una dell’arrabbiato e indemoniato Butcher, l’altra quella del fratello ritardato, che nei suoi monologhi anche graficamente movimentati si mostra meno stupido di quanto si potrebbe credere, creano un’oscillazione tra due poli che conferisce alla vicenda un paradossale e irresistibile umorismo.

‟Il miglior romanzo letto quest’anno.”
Melanie McGrath, Evening Standard

‟Immaginate un Faulkner euforico, o un Nabokov ancor più disinibito.”
Ali Smith, The Sunday Telegraph

‟Grandioso e inquieto.”
Sophie Ratcliffe, The Times

‟Un’opera dall’anima pulsante e inimitabilmente autentica. ”
Siddartha Deb, The Telegraph

‟È un’opera d’arte rude e brillante, bella ed esasperata, profana e combattiva.” Patrick Ness, The Guardian.

‟I lettori saranno grati a Carey per essere resi partecipi della sua assoluta serietà e del suo senso dell’umorismo.”
Tom Deveson, Sunday Times

‟Una meravigliosa canzonatura, una piccola perfida storia d’amore e una raffinata presa in giro di un’industria che probabilmente se lo merita.”
The Economist

‟Una storia d’amore, una tragedia, una commedia, una tragicommedia e un viaggio nell’arte.” Amy Wong, Harvard Book Review

Conosci l’autore

Peter Carey

Peter Carey, nato in Australia nel 1943, ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti internazionali fra cui due premi Pulitzer e due premi Booker. Autore di romanzi e adattamenti cinematografici, è considerato fra i più grandi romanzieri contemporanei. Con Feltrinelli ha pubblicato Manga, fast food & samurai. Un Giappone tutto sbagliato (2006), Furto. Una storia d’amore (2007), Piccolo fuorilegge (2009) e Parrot e Olivier in America (2011) che è stato finalista al Booker Prize 2010.

 

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Marzo, 2007
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
294
Prezzo: 
16,00€
ISBN: 
9788807017162
Genere: 
Narrativa 
Traduttore: 
Vincenzo Mantovani