Descrizione

“E qui era la differenza tra me e Bonetti. Bonetti ogni tanto si sporgeva un paio di centimetri oltre il confine”

Un’ultima notte da leoni con gli amici di sempre, una soltanto. Cosa può esserci di male? E invece il notaio Ranò, facoltoso borghese romano, si ritrova in cella, e poi davanti al magistrato. E la verità viene fuori. Non solo il racconto della folle serata in cui è naufragata la reunion, ma, come un fiume in piena, la confessione di una vita, delle avventure di un ragazzo e del suo eterogeneo drappello di compagni. Con al centro di tutto lui, il grande amico che ce l’ha fatta, Marco Bonetti, famoso regista finito con lui in carcere… Nella “confessione” di Ranò si dipana così un percorso di formazione illuminato da una grande amicizia maschile, tra catastrofi sentimentali e bravate al limite del decoro. Come abbiamo perso di vista i sogni di quando eravamo giovani? Qual è il confine tra adolescenza e vita adulta, tra possibilità e rimpianto, tra successo e tradimento? Per la prima volta Giovanni Floris racconta la realtà con gli strumenti del narratore, tessendo immaginazione ed esperienze nella trama di un romanzo scanzonato e commovente. La storia del notaio Ranò e del regista Bonetti è infatti anche la storia della sua generazione, i ragazzi degli anni ottanta: quelli del riflusso, della televisione commerciale, del crollo delle ideologie. Ma anche quelli, forse gli ultimi, che hanno vissuto l’adolescenza come un periodo magico e pieno di possibilità, con l’idea di potercela fare, contando solo sulle proprie forze.

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Premi e Riconoscimenti

  • 2014 - Franco Cuomo International - Vincitore Premio Franco Cuomo International

Recensioni d'autore

  • Il confine di Bonetti, ad ascoltarlo e a ri-ascoltarlo, è un 45 giri d'antan, lato A e lato B. E la hit non è la seconda facciata, come in alcuni dischi di Lucio Battisti.

  • Un racconto generazionale degli anni Ottanta attraverso un gruppo di pariolini senza freni né, soprattutto, grandi utopie. Ma anche, forse, l'immaginazione di una vita alternativa politicamente poco corretta, disinibita, senza eccessi ideali.

  • Floris rivela un umorismo amaro nel raccontare una storia che, pur negando matrici autobiografiche, affonda le radici in una realtà ben conosciuta dall'autore.

  • Il romanzo ci offre una rilettura della filosofia del confine e delle fasi della vita, capace di tenero disincanto e di lucida nostalgia.

  • Sembra un giallo ma è il manifesto di una generazione fortunata.

Conosci l’autore

Giovanni Floris

Giovanni Floris è nato a Roma nel 1967. Giornalista, è stato corrispondente Rai dagli Usa. Ha pubblicato numerosi saggi tra cui Mal di merito. L’epidemia di raccomandazioni che paralizza l’Italia (2007), La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana (2008) e Decapitati. Perché abbiamo la classe dirigente che non ci meritiamo (2011). Dal 2002 è stato autore e conduttore di “Ballarò” (Rai 3) . Dal settembre 2014 conduce su La7 “Di Martedì”. Con Feltrinelli ha pubblicato Il confine di Bonetti (2014), il suo primo romanzo, e La prima regola degli Shardana (2016).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Ottobre, 2015
Collana: 
Universale Economica
Pagine: 
224
Prezzo: 
8,50€
ISBN: 
9788807887161
Genere: 
Tascabili