Descrizione

La dismissione è opera che ha guadagnato nel tempo una bruciante attualità. Vi si leggono le sorti dell’Ilva di Bagnoli e della Napoli operaia attraverso la vicenda di Vincenzo Buonocore, entrato all’Ilva come semplice manovale e diventato, con gli anni, tecnico specializzato alla guida delle Colate continue. A lui viene affidato l’incarico di smontare il suo reparto, venduto ai cinesi. Al colpo durissimo reagisce in maniera imprevedibile. In preda a uno stato di esaltazione nevrotica, decide di eseguire il compito assegnatogli con una precisione e un rigore “assoluti”. Questa dismissione, dice a se stesso, dovrà avvenire “bullone per bullone”, dovrà essere il mio “capolavoro”, la prova tangibile del mio genio operaio. La meravigliosa dedizione di Buonocore non cancella il lavoro negato né tantomeno la sconfitta, che è la sua ma anche quella  di tutta Napoli e del Paese nel suo insieme. Il romanzo si chiude con un corteo funebre, tanto straziante quanto simbolico, e con il presagio di futuri disastri: dal dilagare della disoccupazione all’imperio di una camorra destinata a non avere più freni. A Napoli si è aggiunta Taranto, ma il quesito rimane lo stesso: perché tanta cieca improvvisazione? La risposta di Buonocore – di tutti i Buonocore d’Italia, vecchi e nuovi – non muta: perché abbiamo un capitalismo straccione e una classe dirigente inetta e famelica.

Recensioni d'autore

  • Riaprì una ferita sul futuro della fabbrica (che aveva chiuso nel '91) e della città. E quando l'Ilva di Bagnoli ha celebrato con il suo simbolico Circolo nel 2009 cento anni di storia, le sue parole ebbero l'effetto dirompente di una colata di ghisa.

  • La fine del sogno operaio di una città che aveva tentato di riscattare una storia plebea.

  • Rea... un giorno, a Napoli per un duetto con Raffaele La Capria alla libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri, aveva riconosciuto tra il pubblico l'uomo che gli aveva ispirato la figura di Vincenzo Buonocore, l'operaio dell'Ilva di Bagnoli protagonista de La dismissione, ancora una volta ambientato nella sua città.

  • Storia dello smantellamento dell'acciaieria Ilva di Bagnoli, e insieme documentazione del fallimento di un programma industriale che avrebbe dovuto liberare la città dal sottosviluppo (libro cui si è liberamente ispirato anche Gianni Amelio per il suo film "La stella che non c'è").

Conosci l’autore

Ermanno Rea

Ermanno Rea (Napoli, 1927 - Roma, 2016), giornalista, scrittore e fotografo, ha collaborato con numerosi quotidiani e settimanali. Con Feltrinelli ha pubblicato: La fabbrica dell’obbedienza. Il lato oscuro e complice degli italiani (2011), il suo libro di fotografie 1960. Io reporter (2012), La dismissione (2014; già Rizzoli, 2002), Il sorriso di don Giovanni (2014), Mistero napoletano (2014; già Einaudi, 1995, vincitore del premio Viareggio 1996), Il caso Piegari. Attualità di una vecchia sconfitta (2014), Napoli Ferrovia (2015; già Rizzoli 2007), Nostalgia (2016), Fuochi fiammanti a un’hora di notte (2017; già Rizzoli 1998, premio Campiello 1999), Il Po si racconta. Uomini donne paesi e città di una Padania sconosciuta (2017; già il Saggiatore 1990); L’ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato (2019; già Einaudi, 1992).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Gennaio, 2014
Collana: 
Universale Economica
Pagine: 
368
Prezzo: 
12,00€
ISBN: 
9788807883415
Genere: 
Tascabili