Descrizione

A tanti anni dalla rivoluzione russa e dal crollo dell’Unione Sovietica, si deve tornare a fare i conti con alcune questioni cruciali: qual è il ruolo della rivoluzione d’Ottobre nella storia? Che impatto ha avuto in Occidente e nel resto del mondo? “Come mai un sistema che prometteva libertà e uguaglianza ha identificato con il socialismo un regime sempre più dittatoriale e autoritario?”
Marcello Flores ha una risposta radicale. La creazione del primo stato socialista rappresenta la tomba del socialismo, se con questo s’intende il progetto di ribaltamento del sistema capitalista. E l’origine di questo fallimento sta nella vittoria del bolscevismo. L’imporsi del comunismo sovietico come unico modello vincente ha finito per sostituire il socialismo e la sua spinta rivoluzionaria con il dogma della difesa dell’Urss, con l’idea che la rivoluzione corrisponda alla conquista giacobina del potere, con la necessità di costruire uno Stato forte, aggressivo ed espansionista.
Flores ritorna alle radici della rassegnazione con cui la gran parte del movimento operaio ha ceduto ai dogmi del comunismo sovietico, rinunciando alla prospettiva di un cambiamento di sistema che il socialismo, dalla metà dell’Ottocento alla rivoluzione russa, aveva perseguito e dibattuto in una grande ricchezza di opinioni e di strategie diverse e contrapposte. A partire dal 1848, quando esce il Manifesto del partito comunista, Flores ripercorre la storia dell’esperimento socialista fino al tramonto dell’Unione Sovietica e unisce le trame di un’epoca tanto complessa quanto irriducibile a qualsiasi semplificazione. E lo fa con una narrazione concisa ed efficace, servendosi di una chiave di lettura che getta luce nuova sul significato profondo della rivoluzione russa.

“La forza del mito permette di ignorare la realtà, di giustificarla, di accusare chi cerca di farla conoscere di essere un disfattista o un partigiano del nemico.” Una nuova interpretazione del significato storico dell’esperimento socialista: un fallimento rovinoso, che affonda le proprie radici nella vittoria del bolscevismo.

Recensioni d'autore

  • Bel libro.

  • Secondo Flores, la rivoluzione russa ha avuto l'effetto di far fallire il progetto socialista di ribaltamento del sistema capitalista così com'era andato formandosi nel corso dell'ottocento. Mentre affermavano di costruire per la prima volta un socialismo reale e ponevano le basi per il progetto del "socialismo in un solo paese", i bolscevichi, assimilarono alla borghesia controrivoluzionaria tutti gli altri movimenti (socialdemocratici, sindacalisti anarchici) finendo per condannarli alla sparizione.

  • Tra un po' anche il comunismo sovietico passerà alla mitologia, come Atlantide e il Diluvio Universale. Marcello Flores si porta avanti col lavoro dei secoli e fin d'ora ne racconta la saga: gli snodi, i personaggi, le fantasie, le dispute teologiche, i roghi, le guerre, le grandezze e le miseria intellettuali, il terrore.

  • Ci sono vari modi di guardare alla storia del comunismo: alcuni lo ritengono ancora vivo (i nostalgici dell'idea); altri ritengono di poter salvare l'ideale e di colpevolizzare gli uomini (i prelati antistalinisti); altri ancora condannano senza attenuanti la storia comunista (gli amanti traditi); infine, abbiamo coloro che sanno leggere nel comunismo una parabola storica ormai conclusa (i democratici). Flores appartiene indubbiamente a quest'ultima schiera, quella storiograficamente più feconda.

  • Dopo la lettura del libro di Marcello Flores sulla rivoluzione russa molti arriveranno alla conclusione che uno dei maggiori conflitti del Novecento fu quello combattuto dai comunisti contro i socialisti europei nelle loro diverse incarnazioni nazionali. Tutta la politica di Lenin, dall'agosto del 1914, fu ispirata da un obiettivo: eliminare la concorrenza socialista, impedire che la causa rivoluzionaria finisse nelle mani dei socialdemocratici o, peggio, di altre forze politiche che, come gli anarchici, avevano creato attese e acceso l'immaginazione popolare.

Conosci l’autore

Marcello Flores

Marcello Flores (Padova, 1945) ha insegnato Storia contemporanea e Storia comparata nell’Università di Siena, dove ha diretto anche il Master in Human Rights and Genocide studies, e nell’Università di Trieste. Tra i suoi libri: Il secolo del tradimento. Da Mata Hari a Snowden 1914-2014, (il Mulino, 2017), Il genocidio degli armeni (il Mulino, nuova ed. 2015), Traditori. Una storia politica e culturale (il Mulino, 2015), Storia dei diritti umani (il Mulino, nuova ed. 2012), La fine del comunismo (Bruno Mondadori, 2011) e 1917. La Rivoluzione (Einaudi, 2007). Con Feltrinelli ha pubblicato Tutta la violenza di un secolo (2005) e La forza del mito. La rivoluzione russa e il miraggio del socialismo (2017).
 

 

 

 

 

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Maggio, 2017
Collana: 
Storie
Pagine: 
240
Prezzo: 
19,00€
ISBN: 
9788807111471
Genere: 
Saggistica