Descrizione

Un’anziana signora, da poco rimasta vedova, va a vivere in una casa isolata in mezzo al bosco. Una mattina, mentre porta a passeggio il cane, trova un bigliettino scritto a mano, che spicca sulla terra in una cornice di sassi accuratamente disposti. “Si chiamava Magda. Nessuno saprà mai chi è stato. Non l’ho uccisa io. Qui giace il suo cadavere”. La protagonista rimane profondamente scossa dall’episodio e non sa cosa pensare. Si è appena trasferita e conosce poche persone. Nella sua mente prima affiorano e poi si affollano, con crescente insistenza, varie congetture su chi sia questa Magda e su come sia andata incontro al suo tragico destino. Quando le sue supposizioni iniziano a trovare eco nel mondo reale, la sua curiosità si trasforma in paura e il mistero della nota si fa oscuro e minaccioso. Contemporaneamente, man mano che seguiamo le sue investigazioni, cresce anche una sottile dissonanza, la sensazione che la nostra narratrice abbia perso il contatto con la realtà. E mentre le tornano in mente con prepotenza i ricordi della sua vita passata e del marito, ci troviamo ad affrontare la possibilità che per capire Magda e la sua storia ci sia una spiegazione più innocente, oppure una molto più sinistra, e che colpisca più vicino a casa.

“Si chiamava Magda. Nessuno saprà mai chi è stato. Non l’ho uccisa io. Qui giace il suo cadavere.”

“La crudeltà, così deplorevole nella vita, è in uno scrittore una virtù seriamente sottovaluta.” The New Yorker

Recensioni d'autore

  • Uno dei romanzi più strani che leggerete.

  • Un ritmo che prende velocità, effervescente e tenace, un'energia solitaria.

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  • La solitudine è un delitto senza colpevole che ci lascia con "La morte in mano"...

  • Un'ansia profonda che impregna ogni cosa.

  • Una grande storia americana di solitudine e riscatto.

  • Echi di Patricia Highsmith...

  • Il carnefice più temibile? La nostra stessa psiche.

  • L'enigma più avvincente: la nostra mortalità.

  • Torna Ottessa Moshfegh. Un po' José Mourinho, un po' David Lynch.

  • Ogni nuovo libro che pubblica Ottessa Moshfegh è destinato a non passare inosservato.

  • Per chi ama il noir d'autore, con questioni filosofiche sullo sfondo.

  • Paragonano la sua capacità di creare tensione alla Patricia Highsmith di Il talento di Mr. Ripley.

  • Talento, intelligenza e un forte senso del suo valore.

Conosci l’autore

Ottessa Moshfegh

Ottessa Moshfegh è una scrittrice nata a Boston. I suoi racconti, riuniti in Nostalgia di un altro mondo (Feltrinelli, 2018), sono apparsi sulla “Paris Review”, sul “New Yorker”, su “Granta”, “Vice”, e le sono valsi il Pushcart Prize, l’O. Henry Award e il Plimpton Prize. Con la novella McGlue si è aggiudicata il Fence Modern Prize e il Believer Book Award. Il mio anno di riposo e oblio (Feltrinelli, 2019) è risultato tra i libri più belli del 2018 per "The Washington Post", "Time", "NPR", "Amazon", "Vice", "Bustle", "The New York Times", "The Guardian" e "Kirkus".

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Agosto, 2020
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
192
Prezzo: 
16,50€
ISBN: 
9788807033889
Genere: 
Narrativa 
Traduttore: 
Gioia Guerzoni