Descrizione

C’è un’idea molto radicata su entrambe le sponde dell’Atlantico: chi lavora sodo e gioca secondo le regole avrà successo e sarà capace di elevarsi fino a raggiungere il limite del proprio talento. È una retorica dell’ascesa, che anche il Partito democratico americano e i partiti della sinistra moderata europea hanno scelto come soluzione ai problemi della globalizzazione, primo fra tutti la disuguaglianza. Se tutti hanno le stesse opportunità, allora chi emergerà grazie ai propri sforzi o alle proprie capacità se lo sarà meritato. Se invece non riuscirà a emergere, la responsabilità sarà soltanto sua. È questo il lato oscuro dell’età del merito. Le élite che pretendono di interpretare la tradizione della sinistra hanno in realtà voltato le spalle a chi dell’élite non fa parte. In una società nella quale l’uguaglianza delle opportunità rimarrà sempre una chimera, il contraccolpo populista degli ultimi anni è stato una rivolta contro la tirannia del merito, che è umiliante e discriminatoria. Da questa ondata populista, dimostra il filosofo Michael Sandel, dobbiamo imparare: non per ripeterne gli slogan xenofobi e nazionalisti, ma per prendere sul serio le richieste legittime che ne sono all’origine. Sandel risponde così alla Brexit, al fenomeno Trump e all’avanzata dell’estrema destra in Europa, offrendo una strategia teorica e politica per ripensare il bene comune.

Siamo abituati a pensare che una società meritocratica sia una società giusta. Ma dietro all’idea del merito si nasconde un inganno. Senza pari opportunità, vincerà sempre chi ha più mezzi. Chi perde, invece, potrà incolpare solo se stesso.

Il grande filosofo americano spiega perché la tirannia del merito sta logorando la democrazia, anche in Europa.

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Recensioni d'autore

  • Può davvero suscitare l'interesse di molti lettori curiosi, anche se non specialisti.

  • Sandel spiega come l'ideologia del merito abbia corrotto la cultura progressista, trasformandola nel suo opposto.

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  • Insiste sulla necessità di legare meritocrazia a pari opportunità e a diffusione reale della conoscenza.

  • Ribellarsi all'idea di una società fatta di vincitori e perdenti.

Conosci l’autore

Michael J. Sandel

Michael J. Sandel è professore di Filosofia politica e Teoria del governo alla Harvard University. Le sue opere sono state tradotte in tutto il mondo e in Cina è stato definito “il più influente straniero dell’anno” nel 2010. I suoi corsi ad Harvard sono molto famosi e in particolare il corso propedeutico, Justice, le cui lezioni sono alla base di Giustizia. Il nostro bene comune (Feltrinelli, 2010), è frequentato da migliaia di studenti. Spesso ospite di università europee, asiatiche e australiane, ha presieduto dal 2002 al 2005 il Council of Bioetics, un organismo che dipende direttamente dalla presidenza degli Stati Uniti e che esamina le implicazioni etiche delle tecnologie biomediche. Per l’eccellenza del suo insegnamento, gli è stato conferito lo Harvard-Radcliffe Phi Beta Kappa Teaching Prize. Tra gli altri suoi libri, Il liberalismo e i limiti della giustizia (Feltrinelli, 1994), Contro la perfezione. L’etica nell’età dell’ingegneria genetica (Vita & Pensiero, 2008), Quello che i soldi non possono comprare. I limiti morali del mercato (Feltrinelli, 2013).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Aprile, 2021
Collana: 
Serie Bianca
Pagine: 
288
Prezzo: 
20,00€
ISBN: 
9788807173943
Genere: 
Saggistica 
Traduttore: 
Corrado Del Bò
Traduttore: 
Eleonora Marchiafava