Descrizione

“Protagonista è il Rione Sanità proprio dove Rea è nato” Corrado Stajano

Felice Lasco torna a Napoli, nel Rione Sanità, dopo quarantacinque anni trascorsi fra Medio Oriente e Africa. La madre sta morendo e lui la accudisce fino all’ultimo con tardiva ma amorosa pazienza. Poi, invece di tornare al Cairo dove lo aspetta l’amata compagna, Felice sembra obbedire al richiamo delle radici e di un destino, e resta. Resta perché in attesa dell’incontro fatale con Oreste, noto ormai come delinquente incallito. Felice racconta a un medico dell’ospedale San Gennaro dei Poveri e a don Luigi Rega, prete combattivo e maieuta, la sua storia. Un’opera magistrale nella quale Ermanno Rea intreccia la lucidità del reale e la sensibilità drammatica della tragedia sociale. Un omaggio alla Napoli malavitosa e ribelle del Rione Sanità, ai suoi eroi, alle sue vittime.

Recensioni d'autore

  • Un romanzo che è anche un estremo appello ai valori morali e civili.

  • Un romanzo potente, senza segno di riscatto.

  • La storia, raccontata anche a ritroso, dell'esule Felice Lasco e della sua vita errabonda - bellissimo il rapporto d'amore nomade con Arlette, lungo una vita intera - ma è essenzialmente Napoli...

  • La Napoli più cruda e ferina, ai piedi di Capodimonte, la Kasbah della metropoli, costruita su grotte, anfratti, androni oscuri, catacombe, strapiombi di tufo, «bassi fatti apposta per ingoiare chi fugge». È chiamata anche la Valle dei morti, era, o forse è ancora, tra criminalità e degrado, uno dei posti più derelitti d'Europa. Dove talvolta spuntano, chissà come, misteriose isole di giardini incantati. E dove, quasi un ossimoro, nacque Totò, il tragico buffone, e dove Eduardo De Filippo ha ambientato tante delle sue Cantate e anche Il sindaco del Rione Sanità.

  • Un quartiere, quello raccontato da Rea, che riesce a tenere assieme tutto: i celebri riverberi del "Sindaco" edoardiano, il luccicore dei racconti di Marotta, certo curiosare di Anna Maria Ortese al di qua di via Foria e poi: e poi la fame, la miseria, la povertà degli animi, la malnutrizione dei nuclei famigliari senza acqua corrente, e i comunisti che negli anni Settanta corrono, vigilano, aiutano, insomma: fanno i comunisti: sono tra la gente, lì dove la gente deve sapere e vedere che esiste un sogno. Poi gli anni passano, le concerie chiudono, il malaffare diventa più dell'affare, la Sanità torna a essere interessante per i giornalisti e i reporter perché diviene un terreno di scontro della camorra, ci si muore, nella Sanità, per un agguato, anche per sfortuna, anche se quell'agguato non è diretto alla vittima.

  • La lezione di un maestro... un rione che è utero urbano.

  • Un omaggio alle sue radici, alla sua Napoli, dove era nato il 28 luglio 1927, che completa idealmente la trilogia dedicata alla sua città.

  • L'ultima eredità di Ermanno Rea.

  • Un' opera che diventa un addio speciale, un omaggio alla sua città, Napoli.

  • Chi attraversa quei vicoli talvolta si sente come in un suk. È come precipitare nelle Malebolge dantesche.

  • Il libro che Rea non ha fatto in tempo a vedere... un simbolo, un segno del destino. Protagonista è il Rione Sanità proprio dov'è nato.

  • La storia di un destino di amicizia e di morte.

  • La storia di Felice, che rientra a Napoli dall'estero dopo quarant'anni per assistere la madre gravemente ammalata. Da ragazzino, Felice ha frequentato pessime compagnie. Ed è proprio per non scivolare negli abissi della violenza e del crimine che ha lasciato Napoli. Ci ritorna da uomo ormai avanti negli anni, trovando una città totalmente cambiata...

  • Ambientato nel rione Sanità, quella «Napoli al quadrato» che Rea amava così tanto semplicemente perché era nato al numero 8 di piazza Cavour, porta d'ingresso del quartiere, e da piccolo trascorreva i fine settimana dai nonni in via dei Cristallini, nella zona più povera.

  • Nostalgia si inserisce nel solco della napoletanità di Rea.

  • Il Rione Sanità, condannato dalla sua stessa storia a una sorta di claustrofobia sociale.

Conosci l’autore

Ermanno Rea

Ermanno Rea (Napoli, 1927 - Roma, 2016), giornalista, scrittore e fotografo, ha collaborato con numerosi quotidiani e settimanali. Con Feltrinelli ha pubblicato: La fabbrica dell’obbedienza. Il lato oscuro e complice degli italiani (2011), il suo libro di fotografie 1960. Io reporter (2012), La dismissione (2014; già Rizzoli, 2002), Il sorriso di don Giovanni (2014), Mistero napoletano (2014; già Einaudi, 1995, vincitore del premio Viareggio 1996), Il caso Piegari. Attualità di una vecchia sconfitta (2014), Napoli Ferrovia (2015; già Rizzoli 2007), Nostalgia (2016), Fuochi fiammanti a un’hora di notte (2017; già Rizzoli 1998, premio Campiello 1999), Il Po si racconta. Uomini donne paesi e città di una Padania sconosciuta (2017; già il Saggiatore 1990); L’ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato (2019; già Einaudi, 1992).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Aprile, 2018
Collana: 
Universale Economica
Pagine: 
288
Prezzo: 
9,50€
ISBN: 
9788807890741
Genere: 
Tascabili