Descrizione

Walter Benjamin, probabilmente, aveva appena finito di leggere la Storia della Rivoluzione russa di Trockij quando paragonò le rivoluzioni alla fissione nucleare, un’esplosione capace di liberare e moltiplicare energie contenute nel passato. Le rivoluzioni sono movimenti di violenta rottura. Non riguardano singoli individui, ma sono terremoti che gli esseri umani vivono collettivamente.
Dopo il crollo del Muro la narrazione su questo concetto si è appiattita sull’idea che cambiare il mondo corrisponda a una minaccia di totalitarismo. Secondo Enzo Traverso, invece, il concetto di rivoluzione può essere una chiave interpretativa della modernità e, addirittura, del nostro presente, ma a una condizione: la sua indagine deve intrecciarsi con le immagini, le memorie e le speranze, che cambiano costantemente e nel tempo rinnovano la propria forza. Riabilitare le rivoluzioni come momenti cruciali della storia moderna non significa idealizzarle. Piuttosto, significa non rinunciare a comprenderle come momenti drammatici, vissuti intensamente dai loro protagonisti, e perciò capaci di accendere energie, passioni e sentimenti, fino a provocare trasformazioni non solo nella politica ma anche nei canoni estetici.
Traverso coglie gli elementi materiali e intellettuali di un’esperienza rivoluzionaria frammentaria e spesso dimenticata. Il passato si disvela attraverso le sue immagini dialettiche: locomotive, corpi, barricate, bandiere, luoghi, canzoni, dipinti, fotografie, manifesti, date. Un lascito ricchissimo, da riordinare e interpretare, di cui ha bisogno la sinistra del XXI secolo per superare vecchi modelli esauriti e costruire un nuovo orizzonte del senso e dell’azione.

“Inventando il futuro, le rivoluzioni salvano il passato, ma possono anche travolgerlo.”

Un viaggio vertiginoso che attraversa duecento anni di idee, teorie, simboli, immaginari e utopie: il concetto di rivoluzione si rivela come la chiave interpretativa della modernità globale.

Conosci l’autore

Enzo Traverso

Enzo Traverso (1957) si occupa della storia intellettuale dell’Europa contemporanea, concentrandosi in particolare sulle idee politiche del Novecento. Dopo la laurea a Genova e il dottorato di ricerca all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, ha insegnato Scienze politiche all’Université de Picardie, ad Amiens, e oggi è professore della Cornell University, Ithaca (NY). I suoi libri sono tradotti in una dozzina di lingue, tra cui: Auschwitz e gli intellettuali. La Shoah nella cultura del dopoguerra (il Mulino, 2004), A ferro e a fuoco. La guerra civile europea (1914-1945) (il Mulino, 2007), Il secolo armato. Interpretare le violenze del Novecento (Feltrinelli, 2012), La fine della modernità ebraica (Feltrinelli, 2013), Totalitarismo. Storia di un dibattito (Ombre corte, 2015) e Malinconia di sinistra. Una tradizione nascosta (2016).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Novembre, 2021
Collana: 
Campi Del Sapere
Pagine: 
464
Prezzo: 
39,00€
ISBN: 
9788807105593
Genere: 
Saggistica, Università 
Traduttore: 
Carlo Salzani