Descrizione

Questo saggio, che si rivolge a tutti i lettori di romanzi, specialisti e non, si interroga sul fatto sorprendente che questi oggetti di carta stampata e di ‟sostanza immateriale” abbiano il potere di isolare per ore intere dalla vita reale persone d’ogni età e cultura con la sola forza – di che cosa? Delle parole: perché, osserva l’autore, un romanzo non è altro che un movimento di parole. In otto capitoli , nei quali il punto di vista assunto è alternativamente quello dello scrittore e quello del lettore, scopriamo come dal movimento di parole si generi il senso della profondità temporale e la visibilità romanzesca, tanto esterna o spaziale quanto interiore o psicologica; come si costruiscano le personalità dei personaggi e le loro voci nei dialoghi; come nasca e che cosa sia l’emozione letteraria; se e come sia possibile tradurre il movimento verbale romanzesco da una lingua all’altra; e infine se il romanziere abbia una moralità sua propria.

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Cesare De Marchi

Cesare De Marchi (Genova, 1949) ha vissuto a lungo a Milano e risiede attualmente in Germania. Ha pubblicato diversi racconti e i romanzi: Il bacio della maestra (Sellerio, 1992), La malattia del commissario (Sellerio, 1994) e per Feltrinelli Il talento (1997, premi Campiello e Comisso 1998; UE, 2014), Una crociera (2000), Fuga a Sorrento (2003), La furia del mondo (2006, premi Frignano e Dessì; UE, 2007), La vocazione (2010; UE, 2014), L’uomo con il sole in tasca (2012). Da ultimo Nove storie storiche (il Saggiatore, 2013) e Larte di raccontare (Edizioni di storia e letteratura, 2013), che riprende il saggio Romanzi. Leggerli, scriverli (Feltrinelli, 2007). Fra le sue traduzioni letterarie, Il padre Goriot di Balzac e le Novelle di Schnitzler, entrambi nei  “Classici” Feltrinelli.

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Settembre, 2007
Collana: 
Campi Del Sapere
Pagine: 
172
Prezzo: 
15,00€
ISBN: 
9788807104220
Genere: 
Saggistica, Università