Dare voce a chi non ne ha. Una missione, un dovere. Intervista a Padre Giulio Albanese
Quello che ho visto nei paesi devastati dalla guerra è qualcosa che andava raccontato. E sono storie vere che ho ascoltato di persona. Per mostrare ciò che si nasconde spesso dietro ai numeri. Numeri che fanno paura: secondo le stime, sono 300.000 i minori impegnati nei conflitti in tutto il mondo. Io ho raccontato di Super Soldier in Sierra Leone, i ricordi di Super Soldier, ormai tredicenne allo scoppiare della pace in Sierra Leone, e il suo sogno di diventare dottore per salvare tante vite umane, si confondono con quelli di Super Boy, un altro "soldatino di piombo", neppure 10 anni, con una Beretta calibro 9 nascosta sotto la spalla e sostenuta sui fianchi da una cintura.
‟Vi presento le mie ragazze”. Intervista a Rossana Campo
Rossana Campo in Duro come l'amore racconta le avventure, le fantasie erotiche, i desideri, le speranze, le difficoltà, gli innamoramenti, le paure, gli errori di una donna confusa ma che non demorde, proprio come lei.
‟Le mie ragazze’ sono sempre sbevazzone, magnone, non sportive, pochi soldi perché anche se magari si sono sposate e hanno messo su famiglia le cose non sono andate proprio bene per cui sono divorziate, devono tirare su figli da sole, con lavori che non sono granché ecc... Però una cosa è sicura: non si sono arrese, hanno sempre voglia di farsi delle storie, di scopacchiare, di tirarsi giù un po' di alcol e di conoscere qualcosa su se stesse al di là di quello che la cultura o la mamma o la maestra o il papa hanno deciso per loro”.
Bambini soldato, carne da cannone. Intervista a Giulio Albanese
‟Da anni viaggio per l’Africa in lungo e in largo, e ho trascorso lunghi periodi sui fronti di guerra Così, mi è venuto in mente il volto di Super Soldier, un bambino in tenuta mimetica incontrato a Kambia, in Sierra Leone, in un giorno di luglio del 2000. Originario di Port Loko, aveva tredici anni e già da quattro imbracciava, non per volontà sua, un fucile. Quando fu sequestrato dai ribelli del Fronte unito rivoluzionario (Ruf), qualcuno gli raccontò che avrebbe dovuto combattere per il bene dei suoi genitori. Peccato che erano stati proprio quei sanguinari aguzzini a massacrare l’intera sua famiglia: il padre, la madre, tre fratelli e due sorelle. Super Soldier trovava il coraggio per uccidere grazie a droghe micidiali, di quelle che bruciano il cervello. Nel 1998 tentò la fuga, ma nel giro di due giorni fu riacciuffato dai ribelli. Per punizione, gli furono impressi a fuoco sul petto i caratteri del Ruf. Non so che fine abbia fatto Super Soldier ora che nel suo Paese è scoppiata la pace, ma temo che non se la passi bene, considerando la miseria generale in cui versa la Sierra Leone. Mi ripeteva sempre che voleva studiare per fare il dottore e curare la gente."
La Licata: la mafia dopo Provenzano
"Come è possibile che il capo della più grande organizzazione criminale del mondo possa restare latitante per tanto tempo? La prima risposta che dà il procuratore è che Provenzano non è stato cercato per 43 anni ma solo dal 92 in poi, dopo la stagione delle stragi, quando lo Stato ha capito che cosa aveva di fronte."