Mangiare bene spendendo poco? Impossibile. Intervista ad Allan Bay
Se il cibo è il messaggio, Allan Bay sa comunicarlo benissimo: classe 1949, piemontese per tre quarti, napoletano per il restante, milanese d’adozione, ha fatto di una passione nata da ragazzo - la cucina - un mestiere (il successo, che ha soppiantato quelli - manager consulente - che faceva prima per vivere. Si definisce ‟un ghiottone”, è cuoco, critico gastronomico, scrittore prolifico, autore di 5.677 ricette. Ha pubblicato libri che gli hanno dato più successo: è a quota cinque, essendo essendo appena uscito 77 ricette perfette, ma i due d’esordio, ossia Cuochi si diventa (1 e 2), sono dei long seller da 300 mila copie ciascuno.
Gli eroi a volte ritornano: Circolo chiuso di Jonathan Coe
A volte ritornano. Ulisse; Tom Sawyer e Huckleberry Finn; D’Artagnan e i tre moschettieri: gli eroi che abbiamo amato in un libro, e che ritroviamo nel suo seguito, magari vent’anni dopo. Di questo particolare club letterario entrano a far parte i protagonisti di La banda dei brocchi, il romanzo dolce-amaro di Jonathan Coe su un gruppo di giovani amici nella Gran Bretagna degli anni Settanta, che tornano a incrociare i loro destini in Il circolo chiuso, romanzo più amaro che dolce sull’odierno Regno Unito, alle prese con Blair, l’11 settembre, la guerra in Iraq, la globalizzazione. Il successo della prima parte aveva consacrato Coe come il narratore inglese simbolo della sua generazione: l’intellettuale di sinistra della media borghesia, l’idealista deluso, in bilico tra sogni e sensi di colpa. Accolto l’anno scorso a Londra da unanimi plausi della critica, Circolo chiuso è il proseguimento di quella storia, ma può essere letto anche come terzo episodio di una trilogia sulla moderna Inghilterra se si considera pure La famiglia Winshaw, il grande romanzo sugli anni Ottanta e l’era Thatcher con cui lo scrittore si rivelò. Come i suoi personaggi, Coe è invecchiato e ha messo su famiglia: sposato, con due figlie, a 43 anni ha raggiunto quella che un tempo si chiamava "la mezza età". Ma non la dimostra: ha piuttosto l’aspetto dell’eterno ragazzo, dell’ex-compagno di scuola a cui ti viene da dire, rincontrandolo dopo lungo tempo, "non sei cambiato per niente".
‟Adoro l’Inghiliterra che sa ridere di sé”. Intervista a Jonathan Coe
‟Il coinvolgimento britannico in Iraq ha certamente messo in crisi le coscienze di molta gente nel nostro Paese, ma forse non della maggioranza. Il Partito laburista vincerà ancora, non ci sono dubbi in proposito. La decisione di andare in Iraq ha suscitato molto risentimento, soprattutto perché il governo non è stato onesto sulle vere ragioni dell’intervento militare. Per me, e per molti come me, è imperdonabile, è un tradimento del nostro voto. Ma sono in molti ad avere, memoria corta e a dichiararsi soddisfatti della prosperità di breve termine che Blair ha dato a gran parte del Paese, dunque non vedono perché cambiare. Per quel che mi riguarda. non so nemmeno se andrò a votare alle prossime elezioni, dato che non vedo alternative credibili a Blair. Ho la sensazione di vivere in un monopartitismo. Ma, se per questo, anche in italia avete i vostri problemi...”
Paolo Di Stefano e Tutti contenti: la presentazione e il reading
La presentazione a Milano con la partecipazione di Ferruccio De Bortoli e di Giuliano Gramigna critico letterario del "Corriere". Letture di Anna Nogara. L'evento si è tenuto presso La Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano il 12 novembre 2003.