‟Adoro l’Inghiliterra che sa ridere di sé”. Intervista a Jonathan Coe

‟Adoro l’Inghiliterra che sa ridere di sé”. Intervista a Jonathan Coe

‟Il coinvolgimento britannico in Iraq ha certamente messo in crisi le coscienze di molta gente nel nostro Paese, ma forse non della maggioranza. Il Partito laburista vincerà ancora, non ci sono dubbi in proposito. La decisione di andare in Iraq ha suscitato molto risentimento, soprattutto perché il governo non è stato onesto sulle vere ragioni dell’intervento militare. Per me, e per molti come me, è imperdonabile, è un tradimento del nostro voto. Ma sono in molti ad avere, memoria corta e a dichiararsi soddisfatti della prosperità di breve termine che Blair ha dato a gran parte del Paese, dunque non vedono perché cambiare. Per quel che mi riguarda. non so nemmeno se andrò a votare alle prossime elezioni, dato che non vedo alternative credibili a Blair. Ho la sensazione di vivere in un monopartitismo. Ma, se per questo, anche in italia avete i vostri problemi...”

Paolo Di Stefano e Tutti contenti: la presentazione e il reading

Paolo Di Stefano e Tutti contenti: la presentazione e il reading

La presentazione a Milano con la partecipazione di Ferruccio De Bortoli e di Giuliano Gramigna critico letterario del "Corriere". Letture di Anna Nogara. L'evento si è tenuto presso La Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano il 12 novembre 2003.

Piccoli brocchi crescono. Intervista a Jonathan Coe

Piccoli brocchi crescono. Intervista a Jonathan Coe

‟Il fatto e che la gente come Paul si riprende sempre. Guarda Michael Usborne. Dopo che ha fatto schiantare la societa che dirgeva e si è lanciato col paracadute arraffando un paio di milioni, tutti dicevano che era finito. e invece e tornato e dirige una maledetta azienda elettrica. Questa gente non è come il resto di noi. Sono invincibili, quelli lì”. Paul Trotter era il ragazzino più piccolo che a scuola tutti odiavano perché collsiderato di destra. Ora è un deputato e milita nel nel Labour di Tony Blair. È un bell'uomo sposato, ha due figlie, nessun senso dell’umorismo e un concetto della politica a dir poco utllltaristico. A favore di sé, ovviamente. Michael Usborne è un top manager di quelli specializzati in ‟liquidazioni”. Claire Newman è in vacanza con lui alle Cayman, e quando capisce che sta per silurare, dopo natale, naturalmente "solo" 146 impiegati, lo molla sull'isola. Paul e Michael appartengono alla nutrita truppa di personaggi di Circolo chiuso, l'ultimo romanzo di Jonathan Coe. I lettori più affezionati li riconosceranno subito, perché, questo libro e una fotografia a distanza di vent'anni del gruppo di giovani dibelle speranze che lo scrittore inglese aveva celebrato nel romanzo precedente, La banda dei brocchi.

Paolo Di Stefano. Intervista su Tutti contenti

Paolo Di Stefano. Intervista su Tutti contenti

"...Il passato - potrei dire con Nino Motta il protagonista - è necessario patirlo per liberarsene, e per ricominciare..."