Piccoli brocchi crescono. Intervista a Jonathan Coe
‟Il fatto e che la gente come Paul si riprende sempre. Guarda Michael Usborne. Dopo che ha fatto schiantare la societa che dirgeva e si è lanciato col paracadute arraffando un paio di milioni, tutti dicevano che era finito. e invece e tornato e dirige una maledetta azienda elettrica. Questa gente non è come il resto di noi. Sono invincibili, quelli lì”. Paul Trotter era il ragazzino più piccolo che a scuola tutti odiavano perché collsiderato di destra. Ora è un deputato e milita nel nel Labour di Tony Blair. È un bell'uomo sposato, ha due figlie, nessun senso dell’umorismo e un concetto della politica a dir poco utllltaristico. A favore di sé, ovviamente. Michael Usborne è un top manager di quelli specializzati in ‟liquidazioni”. Claire Newman è in vacanza con lui alle Cayman, e quando capisce che sta per silurare, dopo natale, naturalmente "solo" 146 impiegati, lo molla sull'isola. Paul e Michael appartengono alla nutrita truppa di personaggi di Circolo chiuso, l'ultimo romanzo di Jonathan Coe. I lettori più affezionati li riconosceranno subito, perché, questo libro e una fotografia a distanza di vent'anni del gruppo di giovani dibelle speranze che lo scrittore inglese aveva celebrato nel romanzo precedente, La banda dei brocchi.
‟Niente Europa, siamo inglesi”. Intervista a Jonathan Coe
‟Per qualche ragione la letteratura americana non mi ha mai interessato più di tanto. Nella tradizione letteraria europea trovo ci sia più ironia, più consapevolezza del romanzo come artefatto letterario. È una tradizione che interroga continuamente se stessa: per questo è affascinante. (…) La vita inglese è insulare ed è ossessionata dalla proprie referenze culturali, e queste ultime non è che poi siano così tanto accessibili ai lettori di altri paesi. Pertanto, correndo il rischio di perder per strada un po’ dei sapori della mia terra, oggi cerco di non mettere nei miei romanzi troppi riferimenti alla cultura popolare britannica in senso stretto, tipo certi nostri personaggi televisivi poco noti all’estero. ‟
Paolo Di Stefano. Intervista su Tutti contenti
"...Il passato - potrei dire con Nino Motta il protagonista - è necessario patirlo per liberarsene, e per ricominciare..."
”Non è terrorismo è povertà”. Intervista al premio Nobel Muhammed Yunus
Per ora c’è il nome del partito: ‟Nagorik shakty”, in bengali ‟potere ai cittadini”. Dice che si ispirerà ai valori del microcredito e che se deciderà di guidarlo in prima persona allora si candiderà alle presidenziali. Sul suo destino Muhammed Yunus è diplomatico: ‟Sto riflettendo”.