Rapporti tra Usa e Italia? D’Alema la persona giusta”. Intervista a Boris Biancheri
‟Forse andrò controcorrente, ma resto convinto che questo sia un buon momento per rafforzare le relazioni fra Italia e Stati Uniti. E Massimo D'Alema può essere, a mio avviso, la personalità politica adatta a questo scopo”. Un’apertura di credito importante, tanto più significativa perché ad esprimerla è un profondo conoscitore del "pianeta-Usa": l'ambasciatore Boris Biancheri, che per lungo tempo è stato alla guida della rappresentanza diplomatica italiana negli States. ‟D'Alema - dice Biancheri - è una persona che parla con chiarezza, e questa è una dote che in America è da sempre molto apprezzata. Soprattutto, è un leader che ha saputo, da presidente del Consiglio, prendersi dei rischi politici e mantenere fino in fondo gli impegni di alleanza internazionali assunti, come dimostra la vicenda del Kosovo". Un suggerimento al neoministro degli Esteri: ‟In politica estera - afferma Biancheri - sono molto importanti i rapporti personali. In questa chiave, un incontro franco, chiaro, esplicito tra D'Alema e Condoleezza Rice sarebbe di grande importanza”.
Fuori stagione. Un'intervista a Enrico Franceschini
‟È una storia che è stata sempre dentro di me, che mi si è scritta dentro un po’ alla volta mentre giravo da New York alla Russia al Medio Oriente per tornare poi sempre in un posto di mare, piccolino, simile a quello in cui si svolge questo racconto. Flaubert dice ‟Madame Bovary sono io”: io non posso fare a meno di dire che Quinto, il protagonista di questo libro, sono io, perché come lui ho con l’Italia – in cui non vivo da più di 25 anni - un rapporto di vicinanza/lontananza forte, intenso, fatto di nostalgia e di rifiuto.”
Piersandro Pallavicini presenta Atomico dandy
Piersandro Pallavicini presenta Atomico dandy. Un libro intenso, avvincente, tragico e comico, che attinge da quel campo della scienza di avanguardia (Supramolecolare e Nanotecnologica) che oggi davvero studia molecole intelligenti, nella prospettiva di costruire il computer definitivo, il più veloce, quello molecolare. Un libro scritto da un autore che nella vita è docente universitario e uno dei migliori giovani ricercatori italiani in questo campo.
L’amore ucciso dal fondamentalismo. Intervista a Nadeem Aslam
Ha vari meriti, Nadeem Aslam. Dopo l’esordio brillante nel 1993, lodato da scrittori del calibro di Salman Rushdie, si è sottratto alle pressioni dell’universo editoriale prendendosi tutto il tempo necessario (undici anni) per scrivere il secondo romanzo. Ha ricostruito un contesto islamico in un paese europeo (la comunità pakistana in Inghilterra), con una precisione di dettagli che risulta utile a chi oggi se pure in ritardo cerca di conoscere ciò che vive a lato del fanatismo religioso. E poi ha inventato una bella storia d’amore, anzi di molti amori. E nonostante il grande successo internazionale, ha mantenuto una semplicità di modi, un’attenzione al prossimo pochissimo narcisista. Sarà perché è stato bene educato, suo padre era un poeta e come si legge nella dedica di Mappe per amanti smarriti lo ha sempre spinto a parlare d’amore. O, semplicemente, perché Nadeem Aslam è scrittore per davvero, uno che sa di esserlo e non ha bisogno di mettere se stesso davanti a quel che la sua fantasia è in grado di partorire.