Maurizio Maggiani risponde al questionario di ‟io donna"

Maurizio Maggiani risponde al questionario di ‟io donna"

Maurizio Maggiani si sottopone alle domande del questionario liberamente ispirato al famoso gioco di Marcel Proust. Per conoscere i gusti, i sogni e le paure del vincitore del premio Strega.

‟Giù nel porto sepolto”, lì, c’è la scrittura. Intervista a Maurizio Maggiani

‟Giù nel porto sepolto”, lì, c’è la scrittura. Intervista a Maurizio Maggiani

Il viaggiatore notturno vive nella guerra, perché noi siamo nell’epoca della guerra, che non è un momento e allora è necessario organizzarci per vivere, e non solo per sopravvivere. Io anche per questo ho scritto questo libro, scrivere, come leggere, serve, per esempio, per farsene una ragione”.
E sul premio Strega: ‟È quasi una banalità, ma forse la vita di un uomo non si misura con i premi, anche se competere, entrare in una terra straniera e cercare di cavarsela mi pare una buona forma di igiene personale. Una terra straniera perché è un mondo e una vita diversa da quella mia di tutti giorni, da quella che conduco nel mio sostio ('riparo' nella lingua di mia madre, il ligure) in riviera, dove c’è un altro senso delle proporzioni, è diverso il rapporto con la vita quotidiana, che si misura sull’andare al mercato per comprare le acciughe e vedere quanto costano, mandare la lavatrice, portare il mio nipotino di sette anni al mare”.

E Günter Grass si scopre tifoso: "Amo l’emozione del calcio"

E Günter Grass si scopre tifoso: "Amo l’emozione del calcio"

‟Nel calcio le emozioni volano alto. Oltre a tutto quanto può offrire, come spettacolo ottico ed estetico, questo sport ha una funzione collaterale. Il calcio è anche una valvola di sfogo: gli istinti aggressivi che la società non sfoga altrove vengono scaricati con le partite. Ma non sopravvalutiamo questo ruolo: gli istinti aggressivi in questo modo non vengono solo sfogati ma anche stimolati.”

Galimberti: Addio alle certezze morali umiliate dai progressi della scienza

Galimberti: Addio alle certezze morali umiliate dai progressi della scienza

‟Diciamo che siamo tutti persuasi di vivere nell'età della tecnoscienza e che gli eventi della tecnica comportano problemi etici per i quali non disponiamo di una morale adeguata. In Occidente ci è stato costruito l'ordine giuridico in modo tale per cui, di fronte al delitto, vediamo se uno è colpevole, colposo o preterintenzionale, perché il giudizio cade sull'intenzione. Ma l'intenzione di Fermi quando ha inventato la bomba atomica non la può conoscere nessuno e questo ci spiega il fatto che la morale dell'intenzione non è all'altezza dell'evento tecnico.”