Pino Cacucci e la scrittura. Un’intervista
Il bisogno di scrivere? ‟C’è un’espressione messicana che lo sintetizza: sacar el diablo pa’ fuera’. Buttare fuori demoni e frustrazioni, sfogare rabbia e delusioni… E anche imparare a stare solo con me stesso: era la fine degli anni 70 e venivo da un eccesso di sensibilità, dal vivere in comune tutto, in strada e in piazza. Ho cominciato a scrivere per raccontare a me stesso una realtà diversa da quella che si imponeva fuori.”
La cultura è ‟Sinonimo di curiosità. Bisogno incessante di saperne di più senza la pretesa di spiegare tutto. Cultura nell’accezione spagnola di ‟coltivazione”: coltivare il dubbio che è sempre fecondo, contro le certezze assolute che hanno fatto i peggiori disastri nella storia del genere umano.”
‟Puniamo quelle frasi naziste. Iran fuori dai Mondiali”. Intervista a Furio Colombo
Furio Colombo sull’attacco del presidente dell'Iran Ahmadinejad a Israele: ‟Non far partecipare la nazionale iraniana ai Mondiali di calcio in Germania mi sembra un passo utile e necessario per dare un segnale di fermezza”.
Olimpio, Biondani e Spataro presentano Operazione Hotel California
Guido Olimpio, in compagnia di Paolo Biondani, giornalista del ‟Corriere”, e del pm Armando Spataro, presenta Operazione Hotel California, il libro inchiesta sul caso Abu Omar, rapito a Milano e poi "spedito" nel Cairo dagli americani, e sulle ‟consegne speciali” Cia.
La registrazione è stata effettuata l'8 novembre 2005 presso la Libreria Feltrinelli di Piazza Duomo a Milano.
‟L’ho fatto per Step e Babi”. Intervista a Federico Moccia
Col suo romanzo ha spopolato non solo tra i giovanissimi, ma è arrivato al cuore di lettori di tutte le età. Dal libro è stato tratto un film di successo che ha contribuito a lanciare Riccardo Scamarcio come nuova promessa del cinema italiano. Intervista a Federico Moccia, che regala anche qualche anticipazione, senza svelare troppo, del seguito del best seller Tre metri sopra il cielo.
"E' la storia in sé che non si è fermata all'ultima pagina del libro. Chiedeva di essere ancora seguita, scritta, non abbandonata e così ho fatto. Emozioni e rischi fanno parte del gioco della vita... credo che non si debba 'agire d'astuzia' ed uscire di scena solo perché in quel momento le cose stanno andando bene. Io scrivo perché cerco un conatto, perché mi piace comunicare, non perché 'punto al risultato'. Amo la storia di Babi e Step e credo che non ci sia nulla di male nel seguirla ancora. Il libro s'intitolerà Ho voglia di te. Tutto questo poi scatenerà sensazioni, reazioni, delusioni forse o nuove opportunità, non lo so, ma la ragione vera di un nuovo libro risiede solo nella voglia di continuare a sognare. Per me che lo scrivo ma anche (credo) per chi lo leggerà".