Intervista a Péter Esterházy: "La Storia? E' una di famiglia"

Intervista a Péter Esterházy: "La Storia? E' una di famiglia"

Negli anni Cinquanta i comunisti, che avevano requisito i possedimenti della famiglia Esterházy, rispondevano alle sue rivendicazioni sempre con la stessa frase: «Non vi restituiremo mai queste terre». Ma poi passarono gli anni, il regime si addolcì e offrì un indennizzo per il maltolto. Allora Péter Esterházy fece stampare dei volantini con scritto: «Non accetteremo mai la restituzione della terra». Questo scherzo, che gli costò un litigio con i suoi fratelli, è sintomatico del senso dell'humour dello scrittore ungherese, discepolo di Sándor Márai; e di questo humour è impregnato il suo romanzo Harmonia caelestis, in cui ripercorre diversi secoli di storia della sua famiglia. Una storia che, come accadrebbe per qualsiasi famiglia se ci mettessimo a indagare nel suo passato, ha pagine sia luminose, sia disgustose.
Esterházy ha 53 anni portati allegramente. Nativo di Budapest, mi dice non sentirsi legato a «nessun pezzo di terra» in particolare. E per completare la sua biografia, mi rivela: «Ho quattro figli, tutti della stessa moglie».

Facciamo il mondo all’altezza dei sogni. Liga e La neve se ne frega

Facciamo il mondo all’altezza dei sogni. Liga e La neve se ne frega

‟La neve se ne frega dei progettini a tavolino, di chi comunque vuole abolire qualcosa secondo un programma definito. Ma la neve nel romanzo ha anche un risultato narrativo perché permette a Natura e DiFo di poter parlare, costituendo uno schermo naturale che non lascia filtrare le parole e non permette che siano ascoltate e controllate. La neve è insomma libertà, la neve è dalla loro, c'è un passaggio in cui i due si dicono ‘Stai sotto la neve. Ho bisogno di parlarti’.”

Ligabue presenta La neve se ne frega

Ligabue presenta La neve se ne frega

Ligabue in video e audio presenta un romanzo provocatorio, appassionato, generoso. Le registrazioni sono state effettuate a Milano presso la Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano, il 30 aprile e il 5 maggio 2004.

L’ombra del male e la giustizia nel tempo della crisi. Intervista a Salvatore Veca

L’ombra del male e la giustizia nel tempo della crisi. Intervista a Salvatore Veca

‟La prima parte del mio libro riguarda proprio il tentativo che ho portato avanti negli ultimi anni di pensare come sia possibile, in tempi così difficili, estendere i criteri del giudizio; quindi i criteri di giustizia dalla costellazione nazionale alla costellazione post nazionale, dai contesti interni alla grande arena della città del genere umano che oggi ci mostra orrore, crudeltà e barbarie come sempre, ma anche opportunità. Non perdere il senso delle possibilità è un mio ottimismo e uno dei miei slogan preferiti”.