Facciamo il mondo all’altezza dei sogni. Liga e La neve se ne frega
‟La neve se ne frega dei progettini a tavolino, di chi comunque vuole abolire qualcosa secondo un programma definito. Ma la neve nel romanzo ha anche un risultato narrativo perché permette a Natura e DiFo di poter parlare, costituendo uno schermo naturale che non lascia filtrare le parole e non permette che siano ascoltate e controllate. La neve è insomma libertà, la neve è dalla loro, c'è un passaggio in cui i due si dicono Stai sotto la neve. Ho bisogno di parlarti’.”
‟Il mio futuro è un mondo senza bambini". Liga parla del suo primo romanzo.
Il romanzo è ambientato nel 2179, ma non sono amante del genere. Volevo raccontare uomini e donne che vivono al rovescio
Si nasce al contrario, secondo i dettami del "Piano Vidor" che governa il mondo. Si nasce a novant´anni, o a settantanove, come accade al protagonista del romanzo, e si ringiovanisce pian piano, fino alla fine della propria vita, quando si arriva ad essere piccoli e incoscienti.
L’idea è che la gente viva al rovescio, che abbia quindi una vita in crescendo, che giorno per giorno è sempre meglio. Una vita in cui non c´è bisogno di preoccuparsi del futuro perché sai com´è, nella quale hai il tuo mestiere, hai un numero di adultèri programmati, non c´è malattia o incidente che ti possano togliere di mezzo prima della tua morte prevista.
Il video su Péter Esterházy e Harmonia caelestis
La registrazione in video della presentazione milanese di Harmonia caelestis con la partecipazione di Péter Esterházy. E una lettura recitata di Ugo Giacomazzi e Fabrizio Pagella, con musica di Massimo Betti, regia di Serena Sinigaglia. L'evento si è tenuto presso La Feltrinelli di piazza Piemonte, il 20 maggio 2003.
Apocalisse soft: Così Ligabue immagina il nostro futuro
Un mondo artificiale dove la natura dell'uomo sembra dimenticata. Atmosfere tra Orwell e Ray Bradbury e uno spunto narrativo che mescola Dante con Da zero a dieci. Per darci un'utopia negativa, ma soprattutto un'insolita storia d'amore. La morale? Una risata ci salverà, forse.