Massimo Cacciari interviene dopo il referendum. "Ci vuole il cuore di Zapatero"

Massimo Cacciari interviene dopo il referendum. "Ci vuole il cuore di Zapatero"

‟Nessuno scontro tra laici e cattolici. Ma per il centrosinistra è arrivato il momento di interrogarsi su schemi vecchi da superare. Noi ascoltiamo ancora i nostri maestri come Max Weber e pensiamo che la politica sia solo l´etica della responsabilità. Cioè, il calcolo utilitaristico, il rapporto mezzi-fini, la buona amministrazione. La gente, per un verso, ci dà ragione: governiamo gran parte dei comuni e delle regioni italiane, i cittadini sanno che siamo più bravi degli altri. Mancano però le convinzioni. Sull´Europa sta succedendo esattamente questo, c´è l´Euro, lo abbiamo persino messo in gigantografia sulle facciate dei palazzi europei. Dunque: abbiamo la moneta unica e ogni anno andiamo a vedere se il deficit dei Paesi Ue rispetta i paletti fissati. Noi siamo quelli della responsabilità. Ma la politica è un centauro: c´è anche il cuore, c´è la passione, i temi in cui credi. Se li dismettiamo totalmente, diventa difficile combattere persino le demagogie. Senza l´euro saremmo come l´Argentina? È verissimo, ma non basta. Ecco perché il referendum dell´altro giorno, come quelli sulla costituzione europea di Francia e Olanda, è un vero campanello d´allarme”.

Gianna Milano e Chiara Palmerini presentano La rivoluzione delle cellule staminali

Gianna Milano e Chiara Palmerini presentano La rivoluzione delle cellule staminali

Cosa sono le staminali? Che differenza c’è tra cellule staminali adulte e quelle embrionali? A cosa rinuncerà l’Italia rinunciando alla ricerca sulle staminali embrionali? Sono alcuni degli interrogativi a cui le autrici de La rivoluzione delle cellule staminali rispondono in questa intervista.

Pensate alla felicità, non solo all'economia. Intervista a Umberto Contarello

Pensate alla felicità, non solo all'economia. Intervista a Umberto Contarello

A Mogliano l'hanno appena premiato con il Berto per la miglior opera prima per Una questione di cuore, veloce ma intenso romanzo in cui ricostruisce il decorso post infarto, difficile ma emotivamente proficuo, di un uomo che ha la sua età (47 anni), la sua stazza, fa il suo stesso lavoro, e porta un nome simile al suo, Alberto. "Figlio non certo all'altezza dei maestri", si definisce Contarello riferendosi proprio a Berto, e a Parise, Comisso, Rigoni Stern, Meneghello, per la vocazione, che ad essi lo accomuna, a guardare dentro le persone, per raccontarle. Ma eccolo all'opera, silenzio, azione, ciak, si gira...

L’infarto è come il morso di una carpa sdentata. Intervista a Umberto Contarello

L’infarto è come il morso di una carpa sdentata. Intervista a Umberto Contarello

È un organo curioso il cuore. Perciò è diffficile identificare un sintomo preciso del mal di cuore. Ha una sola caratteristica. Appena lo proviamo ci diciamo: questo non l'ho mai sentito. Ci colpisce in una zona sconosciuta, all'ascella, ma si sa subito con assoluta certezza che non è un’intercostale. Allora in modo irrazionale viene in mente, per esclusione, il cuore, l'unico organo che non si è mai fatto sentire. Una questione di cuore non è solo il primo romanzo di uno dei più importanti sceneggiatori del nostro cinema, da Marrakech Express a Vesna va veloce, da Luce dei miei occhi a Ovunque sei, è anche la storia del trauma vissuto da Umberto Contarello.